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La perdita di Landi Renzo fa evaporare le riserve

di Enrico Lorenzo Tidona
La perdita di Landi Renzo fa evaporare le riserve

L’assemblea approva il bilancio segnato da un rosso di oltre 37 milioni di euro Prosegue il piano di riorganizzazione: Stefano Landi confermato ad dell’azienda

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CAVRIAGO. È stato uno sforzo non facile ripianare le perdite per la Landi Renzo, che ieri ha approvato il bilancio 2015, il peggiore dopo anni di rally. L’assemblea degli azionisti ha deliberato il ripianamento della perdita d’esercizio pari a 37,7 milioni di euro mediante l’integrale utilizzo della riserva per avanzo di fusione (che si azzera) e della riserva straordinaria, che si riduce a 12,6 milioni di euro. In pratica l’azienda leader nella progettazione e produzione di sistemi di trazione alternativi (gpl e metano) ha dovuto mettere mano e tirare fuori il fieno messo in cascina negli anni delle vacche grasse per tamponare l’emorragia a bilancio causata dal crollo del prezzo del petrolio - che ha favorito i motori a benzina - e l’alto gradimento dei motori elettrici, sui quali le grandi casi automobilistiche stanno puntando fortissimo. Ecco spiegata allora la riduzione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2015 con un fatturato di 205,5 milioni di euro rispetto ai 233,2 milioni rispetto al 2014. Il margine operativo lordo è negativo per 1,3 milioni, effetto di alcuni oneri di ristrutturazione e non ricorrenti finalizzati alla riduzione ed alla ottimizzazione dei principali costi di struttura in riferimento, in particolare, al personale e alla gestione operativa. Queste attività hanno iniziato a produrre i primi effetti positivi sui margini già da fine 2015 e continueranno a produrne nel corso degli anni a venire. Il nuovo cda nominato ieri ha confermato per il triennio 2016-2018 Stefano Landi quale presidente e amministratore delegato dell’azienda.

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