Manici è il sospetto basista della rapina
Ventasso: arrestato l’assistente di Aldo Ferrari, i tabulati telefonici lo legano alle persone arrestate per il colpo nella villa
VENTASSO. Un faccendiere, un autista e un assistente fidato. Una rapina con bottino di migliaia di euro. C’è di tutto nella vicenda conclusa nei giorni scorsi con l’arresto del 65enne Luigi Manici sul crinale reggiano, nel paese dove è nato e dove è tornato il 18 aprile dopo quasi un anno in Moldavia. Manici è ritenuto il basista della rapina compiuta il 16 luglio scorso a Martorano di Parma ai danni del 71enne faccendiere Aldo Ferrari, noto per tanti scandali finanziari, indagato anche nell’inchiesta Aemilia. Nella notte fra il 15 e il 16 luglio 2015 due uomini entrano nella grande villa e, dopo aver legato e picchiato il faccendiere, portano via automobili, denaro, gioielli e oggetti di antiquariato di grande valore, per decine di migliaia di euro. Sul momento si pensa anche alla fortuna: Ferrari è solo in casa perché il suo storico collaboratore e autista, Manici, si è appena licenziato dopo aver ottenuto la pensione. E proprio il giorno prima è partito per la Moldavia con la moglie. Le indagini dei mesi seguenti raccontano un’altra storia, sino all’arresto degli autori materiali: due cittadini moldavi, il 18 febbraio. Quel giorno sono finiti in carcere il 31enne Artur Clisevici di Parma e il 30enne Ion Timotin di Reggio, mentre il 26enne fratello di Clisevici, che vive a Villa Cella, è stato denunciato con l’accusa di ricettazione, per aver custodito parte del bottino. Viene poi trovata una parte del bottino. La polizia arriva a Clisevici guardando le telecamere di sicurezza, che mostrano il 31enne visitare diverse volte la villa prima della rapina come addetto per un trasloco. Le immagini lo immortalano mentre, col custode, ispeziona ogni angolo del complesso, poi quando ripassa su un motorino nelle vicinanze. Dopo l’arresto rimane da chiarire chi sia il basista, la persona che ha fornito indicazioni perfette agli autori e le chiavi di ingresso. Dopo aver tagliato le recinzioni esterne, Clisevici e Timotin sono entrati nella villa senza rompere alcuna porta e si sono mossi con grande sicurezza. Segnale di come fossero stati istruiti a dovere e forniti anche delle chiavi di ingresso. Tutti elementi che conducono la polizia verso Manici, fedelissimo di Ferrari da decenni, congedatosi proprio il giorno prima dell’irruzione e per trasferirsi – guarda caso – proprio in Moldavia. La conferma arriva dall’analisi dei tabulati telefonici: nei giorni prima della partenza, Manici ha chiamato parecchie volte Clisevici, quel Clisevici che il 14 luglio ha anche fatto entrare in villa per mostrargli gli ambienti, utilizzando la scusa del trasloco. Per chiudere il cerchio è necessario però raggiungere Manici, che dal luglio scorso è rimasto in Moldavia. La situazione cambia a metà aprile, quando il 65enne torna a casa. La sua presenza viene segnalata alla polizia di Parma. Pochi giorni fa l’arresto, compiuto dalla squadra mobile di Reggio e di Parma. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
