Gazzetta di Reggio

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Senza licenze, sigilli alle sale scommesse

di Enrico Lorenzo Tidona
Senza licenze, sigilli alle sale scommesse

Indagini in tutta la provincia: sequestrati due esercizi a Correggio e Scandiano ma sono decine i casi al vaglio della procura

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REGGIO EMILIA. Si chiamano “centro trasmissione dati”, spuntano come funghi e raccolgono scommesse trasmesse tramite computer a un bookmaker estero a Malta (la Phoenix International Ltd.). Sono decine di sale scommesse di nuova generazione presenti in tutta la provincia e da qualche mese al centro di una vasta indagine della polizia e della procura di Reggio Emilia che stanno picchiando duro con i sequestri.

L’azione giudiziaria è resa necessaria perché ciascuna di queste sale scommesse è sprovvista sia del permesso previsto dall'articolo 88 del Tulps (Testo unico leggi di pubblica sicurezza) sia della licenza del Monopolio di Stato. In pratica non hanno le licenze necessarie per poter tenere aperte le serrande e raccogliere le scommesse. A chiuderle, ora, è la procura di Reggio Emilia, che ha accolto la tesi della questura che va a monte del problema: «La legge in merito è molto chiara - avverte il capo di gabinetto della questura di Reggio, Domenico De Iesu - così come lo è l’articolo 88 del Tulps che esige da parte dei titolari la licenza del questore che non può essere concessa non essendo loro concessionari dei Monopoli di Stato. Qualora arrivasse la richiesta al questore verrebbe comunque respinta».

La mancanza dei permessi necessari ha fatto scattare accertamenti a tappeto da parte della polizia Amministrativa e Sociale della questura di Reggio in collaborazione con i comandi della polizia municipale della provincia, che hanno portato per ora al sequestro preventivo di due centri scommesse. Poco prima di Pasqua la polizia ha posto i sigilli infatti alla sala Totowinbet di Correggio in viale Cottafavi, disposto dal gip Angela Baraldi su richiesta del pm Piera Giannusa.

Un altro sequestro è scattato due giorni fa anche in una seconda sala a Scandiano, la B2875 di via Palazzina 36, come disposto dal gip Angela Baraldi su richiesta del pm Giulia Stignani.

Ma i fascicoli portati in procura dalle forze dell'ordine sono decine e i due provvedimenti potrebbero non essere isolati, come specificato da De Iesu.

Per i titolari delle sale scommesse il problema è il vuoto legislativo dello Stato italiano, che non ha mai regolato la materia dei centri di tramissione dati a differenza dell'Unione Europea che ha una legge specifica. Fatto sta che a Reggio - come nel resto d’Italia - sono tantissime le sale nate nel giro di un paio d’anni, e risultano praticamente tutte irregolari.

La casistica è notevole così come l’alta presenza di questi negozi trasformati in centri scommesse, segno di un business fiorente anche sul nostro territorio.

«Mancano tutte le documentazioni - sottolinea De Iesu - La concessione e quindi l’autorizzazione dei Monopoli di Stato così come la licenza rilasciata dalla questura. Questi centri di trasmissione dati continuano a lavorare in spregio di qualsiasi norma. Le raccolte delle scommesse avvengono attraverso internet usando dei semplici computer. La polizia amministrativa e Sociale ha aperto diverse decine di fascicoli per casi come questi. E su tutti questi fascicoli è stata attivata la procura di Reggio Emilia che a sua volta ha fatto proprie queste due richieste di sequestri preventivi».

LA REPLICA DELLA PHOENIX

"L'attività della società Phoenix, che gestisce la sala giochi di Scandiano, non si svolge affatto in maniera illegale e in spregio di ogni norma di legge, contrariamente a quanto affermato negli articoli apparsi il 30 aprile 2016».

La precisazione è della Phoenix, la società titolare del marchio B2875, quello che compare sulla sala giochi scandianese chiusa dalla polizia reggiana.

La Phoenix ricorda di aver «partecipato al processo di regolarizzazione fiscale, dapprima, previsto nella legge di stabilità del 2015 e, successivamente, rinnovato nella legge di stabilità del 2016».
E quindi, si sottolinea, «la Phoenix ha già stipulato con l'Agenzia dei Monopoli e delle Dogane un Disciplinare di concessione, che consente di operare nel mercato».


 

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