Tempo di store, apre Terranova
Oggi l’inaugurazione a Pieve. Prampolini: «Si continua a portare gente fuori dal centro storico»
REGGIO EMILIA. «E’ che, purtroppo, si parla sempre e solo di abbigliamento». Così Donatella Prampolini, vicepresidente nazionale di Confcommercio, commenta l’apertura del nuovo store Terranova in viale Martiri di piazza Tien An Men 2 a Pieve Modolena. Uno spazio di 800 metri quadri con linee uomo, donna, bambino e underwear tutto firmato Terranova, un marchio leader in Italia e all’estero nel campo dell’abbigliamento fast fashion, e naturalmente low cost. L’inaugurazione ufficiale è prevista per oggi (con una speciale ruota della fortuna) ma Terranova è gia aperto da sabato scorso. E i reggiani, soprattutto i più giovani, pare se ne siano già accorti richiamati dal brand e dai prezzi.
Nell’aprile di due anni fa eravamo qui a parlare dell’apertura di H&M, in pieno centro storico. E ora un altro colosso apre in periferia. Quali ripercussioni sul commercio?
«Sicuramente negative e non potrebbe essere altrimenti. Sono ormai dieci anni che abbigliamento e calzature faticano a sopravvivere. Eppure si continua a puntare su questo settore. Ma la torta è piccola e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il turn over è pazzesco: ci sono negozi che aprono per chiudere dopo sei mesi resistendo se va bene una stagione. Questo ci deve fare riflettere».
Se colosso deve essere, meglio in centro o in periferia?
«Come dissi in occasione dell’apertura di H&M a Palazzo Busetti, il male minore è rappresentato dalle aperture di franchising in centro storico dal momento che portano, o almeno è questo quello chi ci auguriamo, flussi di gente nell’esagono. Quando un colosso, com’è il caso di Terranova, apre in periferia, accade inevitabilmente che porti via dal centro potenziali clienti».
A proposito di aspettative, si può dire che H&M abbia influenzato positivamente il mercato?
«E’ presto per tirare le somme. Certo è che l’uscita dalla crisi non si vede così come è un dato di fatto che i consumi non sono ripresi: le voci di lieve ripresa, al momento, non sono confortate dai risultati. Basta vedere le serrande abbassate in centro storico ma non solo».
Torniamo a Terranova, un marchio che conta 446 punti vendita in 40 paesi. E il Gruppo Teddy, che lo commercializza, vanta un fatturato superiore al mezzo miliardo di euro. Se apre a Reggio, avrà fatto due conti...
«Infatti sono molto meravigliata quando spuntano a Reggio store di questo tipo. Un brand come quello di Terranova ha sicuramente alle spalle una struttura importante e articolata, e si sa che prima di aprire qualsiasi attività vengono svolti un monitoraggio puntuale e studi di settore sul territorio. Voglio pensare che Terranova abbia fatto le sue valutazioni. Fatto sta che se aprono finiranno di erodere pezzi di mercato in questo caso low cost... E questo non va bene dal momento che, ribadisco, i consumi sono al palo».
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