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Avis, nuova sede all’ospedale

di Alessandro Zelioli
Avis, nuova sede all’ospedale

Montecchio: già operativa nei locali Ausl, conta 600 donatori. Sarà inaugurata il 14 maggio

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MONTECCHIO. Verrà inaugurata il prossimo 14 maggio, ma è già operativa da due settimane, la nuova sede dell'Avis di Montecchio. La nuova struttura, costata circa 40mila euro, è stata ricavata all'interno dell'ospedale Franchini grazie a un accordo con l'Azienda Usl, che ha concesso l'uso gratuito all'Associazione volontari italiani sangue dei nuovi locali, previa sistemazione degli stessi da parte dell'Avis. La nuova realtà, diventa di fatto la nuova sede del centro prelievi Val d'Enza, al quale afferiranno tutti i volontari delle tre sezioni di Calerno, Bibbiano e Montecchio.

«Dobbiamo dire grazie all'Ausl che ha concesso i locali – afferma Mario Salsi, da tre anni presidente dell'Avis di Montecchio – così come dobbiamo fare un grande applauso alle tre realtà che hanno saputo mettere da parte il campanilismo al servizio del malato. Le spese sono state sostenute da tutte e tre le vecchie sedi provinciali Avis, in maniera congiunta. Anzi. Grazie ai volontari di tutte, siamo riusciti a contenere i costi e a realizzare una struttura a norma per l'accreditamento».

Accreditamento che ancora non è avvenuto.

«Di fatto no, ma abbiamo i permessi necessari per effettuare i prelievi. Abbiamo infatti iniziato sabato scorso con grande soddisfazione, anche se l'inaugurazione ci sarà più avanti. Il responsabile del centro trasfusionale ha visionato i locali e ci ha rilasciato i necessari permessi. Per l'accreditamento si dovrà attendere giugno, ma dovrebbe essere una formalità, visto che abbiamo rispettato per filo e per segno quanto indicato ad una precedente verifica».

In che senso?

«Quando eravamo nella vecchia sede (il prefabbricato in lamiera a lato del vecchio ingresso del pronto soccorso, ndr) avevamo chiesto cosa avremmo dovuto fare per poter essere accreditati. Ci hanno dato le specifiche – spiega Mario Salsi – che abbiamo adottato per la nuova sede. La sala prelievi è dotata di impianto elettrico di tipo 1, equiparabile a quello di una sala operatoria».

Quanti donatori potrete ricevere?

«Montecchio ne aveva 250 circa, più una trentina di aspiranti. Ora, tutti assieme, potremo contare su circa 600 donatori, pari a 1000 sacche l'anno. Una cosa incredibile, se penso da dove siamo partiti».

Da dove?

«Tre anni fa avevamo circa 180 donatori, di cui molti occasionali. Abbiamo lavorato assieme a un team di ragazzi in gamba per recuperarli, per trasformare il cartaceo in informatico e per sistemare anagrafiche e indirizzi. Inoltre, cosa non da poco, abbiamo svecchiato lo staff e i donatori, passando da una età media di oltre 45 a una inferiore a 40 anni,tra cui tanti giovani classe 1997, che saranno il nostro futuro. Ora posso ritirarmi».

Non farà più il presidente?

«Tre anni fa dissi che, se avessimo fatto la nuova sede, il mio scopo era raggiunto. Così è stato ed ora largo ai giovani».

Rimane il nodo plasmaferesi. Quando ritornerà a Montecchio?

«Il piano regionale del sangue prevede che a Montecchio torni anche il plasma. Avevamo dovuto sospendere le plasma perché nella vecchia sede non c'erano i requisiti. Ora dipende dall'Avis provinciale. Noi siamo idonei al 110 per cento».

L'inaugurazione della sede Avis di Montecchio avverrà sabato 14 maggio alle ore 17.30, alla presenza delle autorità. Dopo il momento istituzionale sono previsti un grande buffet ed i festeggiamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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