I reggiani disertano la processione
Ieri a Cutro i festeggiamenti per il Crocifisso: la politica non risponde all’invito
REGGIO EMILIA. Le strade di Cutro ieri si sono riempite fino all’inverosimile. Il giorno prima i cutresi avevano festeggiato la promozione in serie A di calcio del Crotone. Poi, ieri per l’appunto, c’è stata la processione con il Santissimo Crocifisso. Tanti cutresi reggiani sono tornati al paese in questi giorni per partecipare alla festa religiosa, disertata questa volta dai reggiani. Nel 2009 scesero Graziano Delrio, Antonella Spaggiari, Fabio Filippi, il consigliere comunale cutrese Olivo e tanti altri. Ieri, invece, l’unico portabandiera di Reggio che ha fatto sentire la sua voce a Cutro è stato l’inossidabile Mauro Vicini, segretario del Pd Centro Storico di Reggio. «Papa Francesco ha detto che la ’ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune - ha scritto Vicini su facebook - La scomunica decretata per chi delinque deve essere un messaggio che, anche nel contesto della festa del Crocifisso, ci aiuti a sviluppare l’azione per isolare i criminali dalla società e nelle famiglie».
C’è chi, come l’imputato di Aemilia Alfonso Mendicino, pubblica video da Cutro chiedendo una preghiera anche per i cutresi in carcere, molti di questi arrestati al nord con l’inchiesta di Reggio Emilia. I sindaci e gli altri amministratori reggiani erano stati invitati alla processione di ieri con vitto e alloggio pagato generosamente pagate dall'amministrazione straordinaria di Cutro in mano a un commissario in seguito allo scioglimento del consiglio comunale nel 2015. Un invito che non ha ricevuto risposta alcuna: c’è chi si è detto impegnato, chi ha declinato. Fatto sta che la calata del 2009 sembra ora storia antica. (e.l.t.)
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