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Nel paese delle cicogne è festa nei nidi-grattacielo

Elisa Pederzoli
Nel paese delle cicogne è festa nei nidi-grattacielo

Reggio Emilia: sono una ventina gli esemplari che sono tornati anche quest’anno a Gavasseto. Il “papà” dei maestosi volatili: «Ora sono di tutti ma non venite a disturbarli»

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REGGIO EMILIA. Per i reggiani, non è una novità: quando pensano a Gavasseto, vengono in mente le cicogne. Da circa trent’anni, infatti, la frazione a sud-est della via Emilia a primavera diventa la casa di decine di coppie di cicogne. Eppure – da marzo e per tutta l’estate - ogni volta che si attraversa via Comparoni, non si riesce a non restare a bocca aperta quando il maestoso volatile dalle ali bianche e il becco lungo si alza in volo dai nidi-grattacielo abbarbicati sui pali di legno che i gavassesi hanno allestito per loro.

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Si chiama Ero Morlini il “papà” delle cicogne di Gavasseto: ce le ha portate lui, a metà degli anni Settanta. «Ma ora non sono più mie, sono di tutti. Io non faccio nient’altro che aiutarle, dando loro da mangiare, quando ne hanno bisogno...» sottolinea Morlini. A lui però va il merito di aver trasformato la piccola località a pochi chilometri dalla città nella tappa fissa delle migrazioni delle cicogne. «All’inizio, la cosa dava fastidio a chi abitava qui perchè facevano i nidi sulle antenne. Poi, però, anche la mentalità è cambiata: tutti più o meno hanno allestito un palo per i loro nidi. Ma loro poi lo fanno dove vogliono...».

In questo periodo sono circa una ventina gli esemplari, molti già indaffarati in coppia nei nidi con la schiusa delle uova e l’accudimento dei piccoli. Ed è qualcosa di emozionante osservare “mamma e papà” cicogna impegnati nelle cure parentali e nelle loro danze ad ali aperte e ascoltare quel loro caratteristico picchiettare del becco. Morlini racconta che qualche esemplare resta anche durante l’inverno. E’ lui ad aiutarlo lasciando cibo a disposizione. Come una femmina, costretta da molti anni a questa parte a essere stanziale, a causa dal gesto scellerato di un cacciatore che le sparò.

«Ogni anno tornava il suo maschio, ma quest’anno no. E in effetti ho notato che negli ultimi 3 anni sono andati via almeno 100 giovani, ma nessuno è tornato» riflette Morlini. Probabilmente, l’approdo nelle coste del nord Africa per svernare non è sempre facile. E non dapperttutto c’è per loro la cura che si trova a Gavasseto. «Quando ripartono succede così: un giorno arriva un altro gruppo e insieme volano via» evoca. Ma ora lancia un accorato appello: «Non venite a disturbare le cicogne mentre hanno i piccoli. Il periodo è delicato. Hanno bisogno di tranquillità».

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