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Ancora dubbi sul delitto Già interrogati i familiari

Ancora dubbi sul delitto Già interrogati i familiari

Bibbiano: chi indaga cerca conferme sul movente e sulla dinamica dell’omicidio Il 38enne rischia l’ergastolo per aver ucciso il fratello. Via libera ai funerali

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BIBBIANO. Fra due mesi si conosceranno gli esiti dell’autopsia: uno “spartiacque” non indifferente che dirà se fra i due fratelli indiani c’è stato un violento litigio prima del delitto (come sostiene il 37enne Major Singh, descrivendo), oppure se era stato tutto premeditato dall’assassino. Una differenza sul piano giudiziario che può costare l’ergastolo al fratello omicida.

Nel racconto del garzone (difeso dall'avvocatessa Carmen Pisanello) la resa dei conti, all'una di notte, nella stanza del fratello maggiore dove era entrato per chiedergli per l'ennesima volta i soldi, sarebbe culminata in un corpo a corpo fra i due indiani, con il 42enne Lakhvir che cerca di disarmarlo, ma finirà per soccombere sotto le ripetute sprangate alla testa.

Ma la ricostruzione dei carabinieri è diversa e "parla" di un'aggressione progettata con cura (e non un feroce assalto d'impeto) mentre il fratello stava dormendo.

Da tempo Major sospettava di essere stato raggirato, da tempo si era procurato nell'officina del caseificio l'arma usata per uccidere (in cui sono state trovate "tracce" compatibili con l'aggressione).

Come ha indicato lo stesso omicida si tratta «di un tubo da idraulico di circa un metro con una curva nella parte finale».

Anche sul movente i carabinieri – coordinati dal pm Giulia Stignani – cercano conferme ed è in quest’ottica che in questi giorni sono stati sentiti diversi familiari.

Il gip Giovanni Ghini – nell'ambito dell'udienza di convalida dell'arresto – ha rimarcato come l'indiano debba rimanere in cella perché c'è il pericolo che possa commettere altri atti violenti. Una valutazione del giudice che affonda le radici nel movente confessato dallo stesso assassino, cioè il rancore covato perché aveva pian piano scoperto di essere stato gabbato dal fratello, d'accordo con il padre, relativamente ad alcuni investimenti in terreni fatti in India. Insomma, se il padre è stato "risparmiato" nella notte dell'orrore, può comunque rimanere un obiettivo del figlio.

Ma le cose sono andate veramente così all’interno della famiglia Singh? I dubbi agli inquirenti rimangono e gli interrogatori dei familiari (la vedova, arrivata da Londra, ed alcuni parenti erano presenti venerdì in tribunale anche al conferimento dell’incarico dell’autopsia al medico legale modenese) sono una strada obbligata da battere.

Da ieri è arrivato alla famiglia indiana il nulla osta della procura per i funerali. (t.s.-s.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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