Colpì con un pugno un 17enne per difendere il figlio
Villa Minozzo: un papà a processo per aver fatto irruzione nella rissa tra ragazzini durante il Carnevale estivo di Sologno
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VILLA MINOZZO. E’ arrivato sui banchi del tribunale di Reggio Emilia il violento parapiglia che, nell’estate di tre anni fa, era scoppiato durante uno degli appuntamenti fissi della montagna: il carnevale estivo di Sologno. Protagonista un babbo 40enne che alla vista del pugno in faccia preso dal figlio da un coetaneo, non aveva esitato a mettersi in mezzo. Bilancio: naso rotto per il contendente, al tempo persino minorenne. E per il genitore era scattata la denuncia per lesioni aggravate.
Ieri mattina, davanti al giudice Cristina Beretti, la vicenda è stata ripercorsa attraverso le testimonianze di chi era presente. A parlare sono stati alcuni testi chiamati dal pubblico ministero, che hanno ricostruito attraverso i loro ricordi cosa è accaduto la notte tra il 13 e il 14 agosto del 2013.
Tutto sarebbe partito dopo che un gruppo di giovanissimi di Villa Minozzo, in trasferta a Sologno per la festa, che stavano passeggiando tra gli stand erano incappato in una scena ambigua: quella di un ragazzino, appena 18enne, che aggrediva - per scherzo, poi, sarebbe emerso - una ragazza, spingendola e tenendola ferma contro un muro. Il gruppetto, allora, era intervenuto con un commento di monito nei confronti del ragazzo: «La violenza è un reato».
Una frase che aveva scatenato però la reazione del 18enne, che si era girato contro il gruppo ed era scoppiato un litigio, culminato però in un colpo rimediato dallo stesso ragazzino.
Una roba tra ragazzi, fino a quel momento. Non fosse stato che un amico del ferito era subito corso a cercare il padre, riferendogli di quanto accadeva al figlio. Il genitore non aveva avuto esitazioni: era subito intervenuto, mettendosi in mezzo. Ma non per fare da paciere, bensì sferrando un pugno sul volto di un ragazzino nemmeno maggiorenne. Un colpo bello violento, perchè il giovane ne era uscito con un dolore lancinante al volto e tanto sangue. Era dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e la diagnosi era stata chiara: frattura del setto nasale e 40 giorni di prognosi.
Al processo, la parte lesa si è costituita parte civile con l’avvocato Domenico Noris Bucchi. Il processo, dopo l’audizione dei primi testi, è stato rinviato al 7 giugno prossimo. Ma la difesa, rappresentata dall’avvocatessa Federica Ghesini, ora è pronta ad arrivare a un accordo risarcitorio.
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