L’arrestato in cella non parla, si cerca il complice fuggito
REGGIO EMILIA. Non è di facile ricostruzione la lite di venerdì sera – snodatasi fra via Emilia Santo Stefano e corso Garibaldi – culminata nella coltellata che ha sfregiato il viso di un 24enne.La...
REGGIO EMILIA. Non è di facile ricostruzione la lite di venerdì sera – snodatasi fra via Emilia Santo Stefano e corso Garibaldi – culminata nella coltellata che ha sfregiato il viso di un 24enne.La polizia, però, un altro mattone investigativo l’ha messo, identificando per poi denunciarlo un tunisino clandestino che avrebbe materialmente accoltellato il 24enne, mentre il complice colombiano 20enne Yein Kevin Garcia Suaza (in cella da quattro giorni) teneva ferma la vittima, impedendole di difendersi. A questa versione è arrivata la questura grazie solo alle indagini, perché l’arrestato non ha collaborato con gli inquirenti nemmeno nell’udienza di convalida tenutasi ieri – in carcere – davanti al gip Giovanni Ghini. Difeso dal legale Tommaso Lombardini, Suaza si è avvalso della facoltà di non rispondere e resta in cella come alla fine ha deciso il giudice, ritenendo che alla luce dei precedenti penali possa ricascarci. Il colombiano è accusato di concorso in lesioni gravissime e rapina (del telefonino dell’accoltellato), ma anche di minacce (alla vittima mentre era ancora a terra ferito) e resistenza a pubblico ufficiale (il suo arresto da parte delle Volanti è stato “movimentato”). Il complice denunciato non si trova: è un clandestino, forse già allontanatosi da Reggio.
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