Massaggi e poi il sesso: sigilli a due sale
La polizia chiude i centri in via Pasteur e in via Lorca. Sono 14 i denunciati per favoreggiamento della prostituzione
REGGIO EMILIA. La modalità è sempre la stessa: una ragazza ammiccante stampata sui manifesti affissi in vetrina, un’altra all’interno del locale in carne e ossa accanto a un lettino, il cliente che paga all’entrata e poi si stende, chiedendo ben altra prestazione oltre al massaggio. Dinamica nota in provincia di Reggio Emilia, dove i centridi questo genere sono spuntati come funghi trovando ora una forte opposizione da parte delle forze dell'ordine, che in poco più di un anno ne ha chiusi ben 14: quasi tutti a Reggio Emilia e quasi tutti gestiti da imprenditori di origine cinese.
«Non si tratta di un'azione moralizzatrice» ci tiene a precisare Guglielmo Battisti, dirigente della Squadra mobile di Reggio, che ha chiuso il cerchio su altre due strutture in periferia, entrambe colpite da un sequestro preventivo. Al provvedimento amministrativo che stabilisco l’uso scorretto del locale pubblico si aggiunge poi un rilievo penale che ha portato alla denuncia per favoreggiamento della prostituzione di altri due gestori.
I sigilli sono stati posti il 12 aprile scorso al centro massaggi Sakura di via Pasteur 24 a San Maurizio, mentre il 28 aprile è toccato al centro Massaggi Orientali di Zang in via Garcia Lorca 10 a Masone. Quest’ultimo era già stato oggetto di sequestro per il medesimo motivo l’11 novembre scorso. Fatto che non ha fermato un secondo gestore a farsi avanti e ad iniziare la stessa attività salvo incorrere nei controlli della polizia, che dopo attente indagini hanno fatto scattare il secondo sequestro.
La sequenza di chiusure operate dalla forze dell’ordine è impressionante e mette in risalto una volta di più l’interessa economico sempre più rilevante di queste attività. Il 14 marzo scorso i sigilli sono stati apposti sulla porta dell’Isola di Chen Liyi di via Goya 1, dodicesimo caso: l'intestatario dell’attività era un cittadino cinese di 40 anni, insieme alla responsabile del centro benessere, una donna cinese sua coetanea, erano coloro che si occupavano dell'assunzione delle donne che poi, di fatto, praticavano le prestazioni sessuali ai clienti del centro. In questo caso la 40enne si prostituiva in prima persona ma solo con quei clienti ritenuti particolarmente generosi.
Poco prima è stata la volta di due centri massaggi denominati Tuina e situati in via Ferruccio Ferrari a Reggio e in via Tintoretto a Scandiano.
I primi sigilli erano stati apposti al centro Oasi di via Turri 69. In aprile era toccato a Ebay in piazzale Marconi, in maggio al Beauty di via delle Scuole a Pratissolo di Scandiano, in giugno al centro Luna a Cadè. A seguire erano stati chiusi il centro benessere di via Davoli, il Tuina per l’appunto, il centro relax Shuang Li di Masone, il Bel massaggio di via Brigata Reggio e infine il Giulia in via Gorizia.
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