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l’area non operativa

Campovolo, esposto sull’assegnazione del bando ad Aliante

REGGIO EMILIA. Il bando per la gestione dell’area non operativa del Campovolo torna nel mirino dell’opposizione, che ha presentato anche un esposto. Ad aggiudicarselo è stata infatti la società di...

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REGGIO EMILIA. Il bando per la gestione dell’area non operativa del Campovolo torna nel mirino dell’opposizione, che ha presentato anche un esposto. Ad aggiudicarselo è stata infatti la società di servizi del Pd, Aliante, che insieme a Coopservice ha presentato l’unica offerta pervenuta con un canone annuo per l’affitto maggiorato di un euro rispetto alla base d’asta. Un elemento che insospettisce l’Alleanza Civica in sala del Tricolore, secondo cui «esiste un conflitto d’interesse abbastanza evidente ed il sindaco deve spiegazioni alla città». L’esito del bando, spiegano infatti i consiglieri Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani, «è politicamente un affare che ha riflessi economici che vanno analizzati», perchè «viene assicurata al Pd la concessione dell’area aeroportuale ed è evidente che ciò comporta un incasso non irrilevante per il partito». La minoranza, inoltre, contesta il fatto che «l’architettura stessa del bando era tale da scoraggiare in modo drastico la partecipazione ad esso».

Una gara «altamente selettiva era esattamente quanto avevamo temuto e peraltro denunciato per tempo. Era infatti difficile ipotizzare che altri soggetti presentassero offerte più rilevanti, ed è appunto quanto si è puntualmente verificato», aggiungono i consiglieri. In dettaglio non convince «la base d’asta fissata in 80 mila euro per 150.000 metri quadri, somma che appariva già decisamente sproporzionata rispetto all'affitto di 16.073 euro che Aliante pagava in precedenza per 7.000 metri quadrati di area concessionata».

Ma anche il fatto che l’offerta presentata, nella parte relativa alla riduzione dei tempi di realizzazione dei diversi interventi richiesti, si è limitata solo all’1%.

Sulla vicenda è stato anche presentato un esposto in Procura, sulla scia delle polemiche che avevano investito la fase di realizzazione del bando, quando durante la commissione in Comune le stesse opposizioni avevano già paventato il rischio che l’aggiudicazione finisse nelle mani di Aliante. Il fascicolo è sul tavolo della pm, Maria Rita Pantani, che per i prossimi tre mesi tuttavia è stata trasferita alla Procura di Bologna.

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