Da Verona a Reggio per rubare nelle case
In manette un’intera banda di sinti, accusata di aver compiuto una quarantina di colpi
REGGIO EMILIA. Avevano la loro base a Verona, dove ieri mattina è scattato il blitz. Ma, durante le indagini, sono stati accertati una quarantina di colpi messi a segno in trasferta, anche a Reggio Emilia. È stata sgominata ieri dalla Polizia di Stato un’organizzazione criminale responsabili di numerosi furti in case ed auto nelle province di Verona, Reggio, Mantova, Brescia, Modena e Ferrara. L’indagine è nata nella seconda metà del 2014 a seguito di frequenti furti su auto compiuti nei parcheggi di centri commerciali a Verona, in cui, si è scoperto, gli autori agivano con lo stesso modus operandi.
È scattata quindi l’attività investigativa della Mobile scaligera, che ha incrociato i dati presenti nelle denunce ed è riuscita ad individuare alcune persone da tenere sotto controllo. Sono stati quindi svolti servizi di osservazione e controllo dei sospettati, riuscendo ad individuare un gruppo di soggetti di origine sinti, molti di loro legati da vincoli parentali, stanziali tra le province di Verona, Padova, Venezia, Udine e Milano. L’incrocio dei dati acquisiti nel corso delle investigazioni – ovvero i filmati registrati nei pressi dell'abitazione di proprietà del gruppo criminale, i dati dei movimenti delle auto utilizzate, le intercettazioni telefoniche ed i tabulati telefonici – ha portato a scoprire 38 casi.
Tutti ad opera di un’organizzazione composta da quattro componenti, legati tra loro da vincoli parentali, che si avvalevano di complici della stessa etnia. Gli indagati si appostavano nei parcheggi e dopo aver individuato la vittima, si impossessavano degli oggetti lasciati nella vettura o rompendo il vetro o bucando la ruota e intervenendo quando l'automobilista era impegnato nella sostituzione dello pneumatico. Il valore dei beni rubati, tra cui diversi gioielli, monete d'oro ed orologi di notevole pregio, supererebbe i 150.000 euro. In carcere sono finiti Carlos e Emanuele Hudorovic, rispettivamente di 36 e 37 anni, Nikola Dinisov, 27 anni; mentre sono stati posti ai domiciliari Cristian Braidic, 27 anni; Maik Lovacovic, 28 anni; Pamela Lovacovic, 34 anni; e Sofia Lovacovic, 23 anni.
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