Provincia, doppio incarico alla dirigente: conto salato per l’ex giunta
Dirigente di giorno e insegnante di sera, la Corte dei Conti le chiede 12mila euro Mille euro dagli ex assessori. Sonia Masini: «Non c’è la mia firma, non pago»
REGGIO EMILIA Di giorno si recava a Palazzo Allende per svolgere il compito dirigenziale che la vedeva da anni in prima linea in Provincia. Di sera, ma per soli due mesi, Loredana Dolci ha anche messo i panni dell’insegnante per sedersi dietro la cattedra della scuola Filippo Re di Reggio durante i corsi serali. Il tutto senza rinunciare al posto da dirigente in Provincia.
Un incarico giunto a 22 anni dal concorso per insegnante, che ha accettato nel 2012 visto che la Provincia di Reggio sembrava destinata alla fusione con Modena. Un futuro troppo incerto, intuito il quale la super dirigente - già ex assessore, ex segretaria di Rifondazione prima del Pdci dopo - ha deciso di trovare uno sbocco in caso di tagli a Palazzo Allende.
Il 30 agosto 2012 la giunta accolse la richiesta di aspettativa della donna, che aveva vinto il concorso per insegnare. Contestualmente si stipulò un contratto a tempo determinato di diritto privato tra la dipendente e la Provincia, per svolgere gli incarichi già ricoperti. A fine ottobre, dopo due mesi part-time al corso serale, lei diede le dimissioni e fu reintegrata dalla Provincia con l’incarico precedente.
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Ma ora, secondo la Corte dei conti, è stato commesso un illecito amministrativo che «ha manifestamente violato» norme di divieto del «cumulo di impieghi pubblici». Il danno subito sono i compensi percepiti per l’incarico di diritto privato, più oneri fiscali e previdenziali. «Ho guadagnato solo 1.400 euro, li restituirò» dice ora Dolci, il cui caso fu sollevato ai giudici contabili da un esposto di Paolo Roggero della Lega Nord, allora consigliere di minoranza.
La dirigente lasciò subito il secondo l’incarico viste le polemiche. I giudici chiedono adesso agli ex vertici dell’amministrazione un risarcimento da 18 mila euro. All’ex dirigente - diventata poi per 4 mesi dirigente al bilancio a Correggio per approdare infine nel giugno 2015 a Bologna all’azienda per il diritto allo studio - vengono chiesti circa 12mila euro.
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Agli assessori presenti durante la delibera di giunta che accoglieva la richiesta, la Corte dei Conti chiede mille euro a testa. Si tratta degli ex assessori Pierluigi Saccardi, Roberta Rivi, Ilenia Malavasi, Mirko Tutino e Marco Fantini. «Presenteremo ricorso» dice Tutino, attuale assessore alla Mobilità a Reggio. «La questione non mi riguarda e non dovrà pagare niente - taglia corto invece Sonia Masini, ex presidente dell’ente all’epoca dei fatti - Io non c’ero a quella giunta. Ho seguito la pratica e credo che se anche sia stato commesso un errore, sia avvenuto in buona fede. La Dolci presentò anche un parere legale e comunque non ci fu nessun danno per la Provincia. Io sono tranquilla».
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