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Interpump, operaio a processo per minacce

Sant’Ilario: vittima il direttore dello stabilimento. Gli disse: «Ce l’hai con me, so dove abiti, la pagherai»

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SANT’ILARIO. «Me lo trovai vicino una volta uscito dal self service, nei pressi dello stabilimento. Mi disse: “Biagi ce l’hai con me, la pagherai, so dove abiti”. Ma non so quali fossero le ragioni del suo astio». Ha parlato così, ieri mattina davanti al giudice Cristina Beretti, Andrea Biagi, direttore di uno degli stabilimenti Interpump, di Calerno.

Nel processo che vede alla sbarra un operaio della stessa azienda – Giovanni Cacia, difeso dall’avvocato Paolo Gualdi – accusato di minacce gravi, lui è parte civile insieme a Interpump, rappresentati dall’avvocato Roberto Sutich.

Sono diversi gli episodi che il dirigente racconta. Parla di minacce subite da Cacia, nel 2013. «Dopo quella volta, un’altra ancora me lo trovai nei pressi della mia auto. Abbassò il finestrino, mi disse: “Ti faccio a pezzi”. Il giorno dopo, invece, mi rivolse dei gesti che erano minacce».

Biagi ha raccontato anche di una lettera anonima di minacce ricevuta all’indirizzo della sua abitazione, qualche mese prima. Una missiva non spedita per posta, ma arrivata nel suo portalettere perché portata di persona. Dentro, un foglio con un disegno: una mano con un pugnale. L’avvocato Sutich ha spiegato in aula che, dopo la denuncia fatta alla procura di Bologna, c’è una citazione a giudizio, ancora per Cacia, per quell’episodio. Ma non è la sola missiva di cui si è parlato in aula. Ce ne è anche un’altra, anonima, con dentro dei proiettili, che doveva arrivare nello stabilimento Interpump, ma che la polizia postale intercettò prima a Bologna.

Era indirizzata al capo turno di Cacia. In aula, sono state scandagliate le possibili ragioni di astio dell’imputato. Compreso il fatto che fosse stato trasferito di stabilimento, a 500 metri di distanza dal primo. «Per ragioni produttive» ha detto Biagi. Ma non a condizioni peggiorative. «Anzi, forse prende anche di più» ha detto il capoturno. Si torna in aula il 7 giugno. (el.pe)

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