Gazzetta di Reggio

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Nei condomini Acer torna il portiere

Roberto Fontanili
Nei condomini Acer torna il portiere

Presentato il bando per 40 posti per gli assegnatari che non riescono a pagare il canone o le spese condominiali

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REGGIO EMILIA. Nelle case popolari si torna al vecchio caposcala condominiale. Quella figura di riferimento per tutto il caseggiato che nelle case popolari è esistito fino agli anni sessanta.

Un punto di riferimento per gli inquilini e per lo stesso Iacp (Istituto autonomo case popolari) di allora, in quelle realtà dove il caseggiato era una piccola comunità nella città. Oggi che la situazione è cambiata e sono sempre più tra gli assegnatari le persone anziane e sole e gli immigrati, che sono portatori di usi, abitudini e culture diverse, Acer e i comuni reggiani hanno avvertito la necessità di tornare al passato. Un modo per favorire l'integrazione e diminuire quella morosità consolidata delle spese condominiali. «Vogliamo offrire un'occasione di lavoro per una quarantina di persone che siano inquilini dell' Acer e al tempo stesso vivono una situazione economicamente disagiata (disoccupati o inoccupati), per permettere loro di guadagnare qualche soldo per far fronte alle spese condominiali». Parliamo di quel debito che gli inquilini si trascinano da più di due-tre anni e che, sottolinea il presidente di Acer Marco Corradi «arriva al massimo al 3% del totale delle spese comuni ed è una percentuale tra le più basse in Italia». A questo si coniuga il tentativo di «far crescere negli inquilini una maggior consapevolezza e responsabilità rispetto alla necessità di una manutenzione ordinaria delle abitazioni coinvolgendoli nella gestione del condominio in cui risiedono», ha poi spiegato il vice sindaco di Reggio Matteo Sassi.

Questo l'obiettivo del bando emesso ieri da Acer per l'individuare in ogni comune e in ogni quartiere, in cui sono presenti immobili di Acer, un portierato sociale. A presentare ieri il progetto oltre al presidente di Acer Marco Corradi e al il vice sindaco di Reggio Matteo Sassi e i rappresentanti dei comuni di Bibbiano, Campagnola, Casalgrande, Castellarano, Carpineti e Novellara in cui sono presenti immobili gestiti da Acer .

«Un patrimonio che - ha spiegato Sassi - da solo non riescono ad assorbire la richiesta di nuove abitazioni a canone di affitto inferiore a quello di mercato» e che vedono una lista di attesa solo a Reggio di circa mille domande e che potrà essere solo in parte ridotta dal recupero in corso di una cinquantina di alloggi «che saranno a disposizione in breve tempo», ha garantito il vice sindaco Matteo Sassi.

La richiesta di individuare un sistema che favorisca l'integrazione sociale nelle case popolari è partita proprio dai diversi comuni, che si sono rivolti ad Acer.

La soluzione è stata quella di reinventare la figura del portiere, che oggi rispetto al passato dovrà svolgere non solo un ruolo di presidio, ma anche diventare sorta di "pronto intervento" per la risoluzione di piccoli problemi sia per quanto riguarda le parti comuni, sia per aiutare le persone anziane nello svolgimento delle piccole incombenze quotidiane. Partendo dal fatto che gli immobili di Acer in tutta la provincia sono 5.200, compresi quelli di privati, l'obiettivo del bando è quello di individuare una quarantina persone che accettino di effettuare piccoli lavori retribuiti con voucher del valore di 10 euro l'ora lordi e con un limite massimo di 7.500 euro l'anno».

Si va dalla pulizia delle scale e delle parti comuni, allo sfalcio del verde e alla cura del giardino, allo sgombero delle parti comuni, solai e cantine, a lavori di tinteggio, alla lettura dei contatori dei servizi centralizzati a piccoli lavori edili, idraulici ed elettrici. E fino a occuparsi per conto di Acer dell' accoglienza e dell'accompagnamento dei nuovi inquilini negli alloggi loro assegnati.

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