Con Disco Emilia rivive la movida degli anni ’70 e ’80
Venerdì allo Spazio Gerra l’evento sui grandi locali da ballo, sabato si balla in piazza San Prospero con un dj set di 4 ore
REGGIO EMILIA. Il Marabù, il Picchio Rosso, il 501: questi alcuni dei locali che negli anni ’70 e ’80 hanno fatto ballare tutta Italia, quando Reggio e l’Emilia erano il cuore pulsante della vita notturna internazionale. Come fare oggi per rivivere quelle magiche serate, per riascoltare quelle musiche travolgenti? Basterà andare allo Spazio Gerra, dove per tre mesi quello che è stato un fenomeno di costume tornerà in videointerviste, esposizioni fotografiche, biografie, memorabilia, contributi audio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13295905:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/04/14/news/disco-emilia-vota-la-migliore-hit-trash-degli-anni-ottanta-1.13295905]]
Disco Emilia, lo speciale sulle epopee delle discoteche emiliane
E come se non bastasse sabato dalle ore 20 in piazza San Prospero ci saranno quattro ore di grande musica, con un dj set di Enzo Persueder e Stefano Gambarelli.
Questo e molto altro sarà “Disco Emilia”, l’evento dedicato ai grandi locali da ballo che hanno fatto la storia degli anni Settanta e Ottanta e che aprirà i battenti ufficialmente venerdì 6 maggio.
Inserita nell’ambito di Fotografia Europea 2016, e organizzata in collaborazione con la Gazzetta di Reggio, la mostra si pone come obiettivo quello di mappare e delineare il mondo della notte reggiano ed emiliano che, per oltre vent’anni, ha fatto ballare l’Italia e il mondo. Così come ci spiega Lorenzo Immovilli, organizzatore dell’esposizione e membro dello staff del Gerra. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13416729:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/discoemilia/disco-emilia-ecco-il-backstage-della-mostra-evento-di-fotografia-europea/55962/56165]]
Uno scopo ambizioso quello che vi ponete con “Disco Emilia”. Da dove siete partiti?
«Lo staff dello Spazio Gerra partecipa da sempre a Fotografia Europea. L’anno scorso abbiamo parlato del jazz ma quest'anno, visto il tema della manifestazione, abbiamo preso questa decisione un po’ folle di fare un'esplorazione dell’ industria del divertimento emiliano degli anni ’70 ’80». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13059147:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/03/fotogalleria/locandine-adesivi-e-volantini-disco-emilia-nei-ricordi-di-ezio-ferroni-1.13059147]]
Perché “folle”?
«Perché questo mondo in cui tutti andavano a ballare non è mai stato descritto, ci sono voluti circa sei mesi di lavoro e di ricerca notevole, realizzata anche grazie alla Gazzetta. Di tutta questa realtà che ha visto protagonisti centinaia di migliaia di persone dal punto di vista documentale non c'era nulla. In buona parte le discoteche di quel periodo sono state costruite e distrutte senza documentazione filmata: erano gli anni del Super otto, e anche di foto non ce n’erano molte. I primi locali erano al chiuso, bui, scattare delle fotografie con i mezzi dell’epoca era molto difficile». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13221384:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/04/01/fotogalleria/disco-emilia-ecco-alcuni-dei-deejay-degli-anni-d-oro-nel-reggiano-1.13221384]]
Qualcosa però, alla fine, avete trovato.
«Dopo un po’ abbiamo scoperto che l’unico materiale di livello era quello che aveva fatto il famoso fotografo Gabriele Basilico verso la metà degli anni ’70: fece un viaggio nella terra del divertimento, scattando foto al Picchio Rosso, al 501 e a molti locali di Reggio Emilia, Parma e Modena. E da lì siamo partiti. Si tratta di 35 immagini, che costituiscono il cuore della nostra mostra».
Ma nel dettaglio che materiale si potrà trovare dentro Disco Emilia?
«Parallelamente a Basilico abbiamo affidato un progetto di ricerca a tre fotografi contemporanei (Hyena, Andrea Amadasi e Arianna Lerussi) che hanno esplorato quello che rimane oggi del mondo delle discoteche in una ventina di scatti. Più avanti abbiamo fatto una mappatura dei trenta locali più importanti e rappresentavi di quel periodo, ognuno con un approfondimento, tenendo in considerazione tutti i generi musicali dalla dance al rock. Sempre trenta sono poi le interviste raggruppate in un’unica video installazione. Qui abbiamo raccolto le testimonianze dei protagonisti dell’epoca: dj, band, gestori e addetti ai lavori che vanno da Luca Trevisi del Kinki a Luca Zanarini del Picchio Rosso. A Richi Bonardi, Alfeedo Miki e gli altri disk jockey della “old school” è invece dedicata una parete con le loro immagini e la loro biografia, mentre una sezione racconterà di un celebre personaggio reggiano di cui forse la città non è al corrente: Silvestro Lolli. Un ingegnere fra i più grandi progettisti di discoteche in Italia, che ci ha concesso i suoi disegni originali. Infine un intero piano raccoglie i memorabilia: oggettistica, foto, ricordi di quel periodo raccolti dalle persone che lo hanno vissuto, e ottenuti grazie alla collaborazione con la Gazzetta». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13108008:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/11/fotogalleria/disco-emilia-amarcord-epsylon-le-donne-degli-anni-novanta-1.13108008]]
Quindi una mostra che è un vero e proprio viaggio nell’amarcord. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13114287:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/12/fotogalleria/disco-emilia-parata-di-star-al-picchio-rosso-di-formigine-1.13114287]]
«Il tentativo è quello di dare il perimetro di una storia che è stata la storia di tutti e che, nonostante sia spesso snobbata dalla cultura “perbenista”, è parte della nostra tradizione. Perché negli anni ’70 e ’80 tutti andavano a ballare. Che tu fossi un amante della disco music, del liscio o un fighetto trovavi sempre un locale che era per te. Ma il sabato tutti facevano la stessa cosa: dopo il lavoro ci si faceva una doccia e si andava a ballare».
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