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Furti a raffica in centro Ex scuola la base del ladro

Furti a raffica in centro Ex scuola la base del ladro

Correggio: sarebbe un albanese di 30 anni l’autore dei colpi in bar e negozi Nascondeva attrezzi da scasso in un giaciglio nella sede dismessa del Motti

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CORREGGIO. Teneva gli arnesi da scasso sotto un giaciglio di fortuna, ricavato con alcuni indumenti impilati, in una stanza al piano terra dell’ex sede dell’Istituto scolastico Motti, dismesso ormai da anni e soggetto a degrado, in cui era riuscito a introdursi aprendo dall’interno la porta principale tramite la rottura del vetro di fianco alla maniglia. I carabinieri hanno individuato e catturato un 30enne albanese, clandestino e con precedenti per reati contro il patrimonio, sospettato di avere compiuto tantissimi furti ai danni di diversi negozi del centro storico di Correggio.

Il 30enne è stato rimpatriato in Albania martedì pomeriggio, dopo l’udienza davanti al giudice di pace. L’ipotesi per cui propendono fortemente i carabinieri è quella che sia stato lui a depredare i tanti esercizi commerciali dove, nelle ultime settimane, si sono verificati dei furti notturni.

Il 30enne, infatti, nella stanza al primo piano sulla destra dell’ingresso principale, forse la più calda dell’immobile, fra muri imbrattati da graffiti ed escrementi a terra, aveva ricavato un alloggio di fortuna stendendo a terra vestiti e coperte. Sotto questa distesa di panni, i militari hanno trovato arnesi da scasso come cacciaviti di grosse dimensioni e una pinza. Il blitz è scattato lunedì scorso alle 13.30: il ladro entrava in azione di notte e i carabinieri l’hanno sorpreso mentre stava dormendo.

I militari hanno intuito l’esatta collocazione del presunto ladro perché hanno sentito il suo respiro durante il sonno. Probabilmente, il malvivente pensava di passare inosservato, dato che l’ex Motti è stato blindato dal proprietario, un privato di Reggio Emilia, dopo le continue incursioni di senzatetto i quali si rifugiavano nelle stanze dell’immobile, che versa in una condizione di forte degrado.

I militari hanno espulso il 30enne all’indomani della cattura. Il modus operandi con cui il ladro entrava in azione, secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, aveva alcune caratteristiche, individuabili furto dopo furto.

In particolare, prendeva di mira i vasistas, probabilmente perché più facili da scardinare, per poi introdursi nei negozi dove avvenivano i colpi.

Una volta aperto il vetro, il 30enne, secondo l’ipotesi dei militari, entrava in azione, appoggiandosi su appigli di fortuna per portarsi sulla sommità dell’ingresso del negozio. La corporatura snella del malvivente faceva sì che potesse entrare attraverso lo spazio ridotto. Una tecnica di furto che lasciava perplessi, più volte, i commercianti, i quali si chiedevano come facesse una persona a infilarsi in un’ampiezza così ristretta. (s.a.)

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