Gazzetta di Reggio

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Furti nelle auto per comprare la droga

di Elisa Pederzoli
Furti nelle auto per comprare la droga

Quattro misure cautelari per la banda che saccheggiava le vetture in sosta. Nel mirino i parcheggi Mapei, Petali e Orologio

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REGGIO EMILIA. Dicevano così: «Oggi andiamo a girare...». Voleva dire: andiamo a rubare. I loro obiettivi erano sempre gli stessi: i parcheggi affollati di auto, quelli in cui le vetture vengono lasciate anche per diverse ore perché i proprietari si assentano per andare al lavoro, al centro commerciale, o allo stadio. Così, avevano tutto il tempo per entrare in azione, spaccare il deflettore e portare via tutto ciò che, incautamente, veniva lasciato all’interno: borse, valigie, computer, tablet.

Poi, con il ricavato dei furti compravano la droga.

Sono questi i contorni dell’operazione Crash, condotta dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Emilia, guidata dal dirigente Guglielmo Battisti. Quattro le persone colpite martedì sera dall’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminare Giovanni Ghini, su richiesta del pubblico ministero Giacomo Forte: si tratta di Pablitos Torre, 32 anni, e Denis Esposti, 33, entrambi agli arresti domiciliari; Pietro Truzzi, 31, obbligo di firma. E obbligo di firma anche per Ahmed Salim, 41enne: quest’ultimo è accusato di ricettazione. Sarebbe stato uno di quelli che accettavano dal gruppo la refurtiva in cambio della droga.

Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, i furti per il gruppo familiare di sinti rappresentavano l’attività prevalente.

Nel mirino c’erano sempre più o meno gli stessi parcheggi: quelli del centro commerciale “I petali”, all’Orologio e quello del Mapei Stadium. Ma a volte andavano anche fuori provincia, colpendo a Campogalliano (Modena) e Ferrara. Sono sei i furti contestati, ma ce ne sono altri dieci che potrebbero essere riconducibili allo stesso gruppo.

Le indagini sono partite la scorsa estate, dopo un furto ai danni di un’auto. Era stata decisiva la testimonianza di un cittadino, che aveva notato un’auto sospetta in zona nei minuti in cui avveniva il colpo. Gli investigatori si erano subito messi sulle tracce di quella vettura: era risultata essere intestata alla convivente di Pablitos Torre. La quale non aveva esitato a denunciare il furto della vettura: ora è indagata per simulazione di reato.

Le indagini avevano portato gli investigatori sulle tracce del cugino di Pablitos Torre, Denis Esposti, e al fratello, Fabio Torre. Sei, complessivamente, gli arresti in flagranza nel corso delle indagini.

Ma quello che colpisce di più è il riutilizzo della refurtiva. «Per comprare droga - evidenza il capo della Mobile, Battisti - Gli spacciatori si facevano pagare anche in refurtiva, talvolta. A casa di Salim, attualmente ristretto per spaccio, avevamo trovato merce provento di furto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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