Gigi Manzotti, il “sindaco della notte” si racconta
Il gestore della storica Brucos, ricorda la mitica vita di quegli anni
REGGIO EMILIA. Adesso gestisce le discoteche Cenerentola e Mattarello ma è stato per molti anni il patron della grandiosa Brucos, tra le agenzie di Pr dei locali più noti del Nord Italia. Si tratta di Gigi Manzotti, soprannominato non a caso il "sindaco della notte", personaggio noto a tutti i frequentatori della movida fra gli anni ’70 e ’80. Lui, insieme a Giordano, Mimmo e Sauro, ha creato dal nulla una società che ha dominato per anni il panorama dance italiano. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13150360:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/18/fotogalleria/amarcord-cenerentola-parata-di-stelle-le-prime-cubiste-e-tanta-musica-1.13150360]]
«Quando abbiamo cominciato lo abbiamo fatto a testa bassa- racconta Manzotti - abbiamo lasciato tutti il nostro lavoro, ed è stato uno sforzo non indifferente. Giordano ha lasciato il negozio, Mimmo era un responsabile commerciale, Sauro gestiva gli affari di famiglia. All'inizio non è stato facile, e si è giocato tutto sulla comunicazione. La nostra forza è stata quella di catalizzare contatti quotidiani, di sorridere e farci conoscere. All'inizio a Reggio, però su Parma e Modena eravamo fortissimi e i clienti hanno cominciato a arrivare da Bologna, Brescia, Bergamo». E così in breve tempo Brucos ha collaborato, e spesso creato, locali come il Number One, il Patio, il Robin Hood, il Caffè Coco o il Marabù. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13416720:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/05/05/news/con-disco-emilia-rivive-la-movida-degli-anni-70-e-80-1.13416720]]
«Non prendevamo un locale per una sola sera - contunua il “sindaco” - facevamo progetti, idee, ragionavamo in prospettiva. E abbiamo affrontato delle battaglie impegnative. Penso ad esempio al 1982, quando aprimmo il Number One il mercoledì sera: chi ci avrebbe pensato all'epoca? O il giovedì sera del Patio, che diventò un punto di riferimento così importante che aprimmo anche la domenica sera, la gente tornando dal mare si fermava da noi a ballare. Ma il più importante in assoluto resta per me il Robin Hood di Sassuolo, che per noi ha voluto dire il primo restiling completo di un locale. Ma la soddisfazione arriva quando a fine evento vedi che la serata è ben riuscita, le adesioni ci sono state, magari hai anche avuto l'ospite importante e tu alle sette del mattino prendi la macchina e, sereno e rilassato, vai a mangiarti la focaccia con la mortadella». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13416777:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/discoemilia/disco-emilia-il-sindaco-delle-notti-reggiane-gigi-manzotti-sfoglia-l-album-dei-ricordi/54041/54197]]
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Una carriera di successi quella di Manzotti e della sua squadra, con un solo rammarico: «Piccolo neo è il non aver avuto quel distacco dal mondo della notte, che ci aveva coinvolto al 100%, che ci permettesse di battezzare una linea commerciale di un prodotto di grande consumo. Qualcosa che poteva rimanere un'alternativa al mondo della movida notturna. Ma d'altronde avevamo troppo amore per le cose che facevamo, perché i nostri contenitori diventavano delle fucine di idee e dei sperimentazione, dei laboratori, creavano dei miti per le nostre generazioni».
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