La mafia al nord, se ne parla a Casa Cervi
Gattatico: sabato la presentazione del libro di Nando Dalla Chiesa con il vicedirettore de l’Espresso
GATTATICO. La mafia al nord, il cammino delle infiltrazioni e delle colonizzazioni delle organizzazioni criminali nel corpo emiliano. Temi dolorosamente attuali, quelli su cui si discuterà sabato 7 maggio a Casa Cervi assieme a Nando Dalla Chiesa, Ilaria Meli e Marco Damilano de l’Espresso.
L’incontro, dal titolo “La ’ndrangheta sui Campirossi – Perché è successo, come reagire” prenderà il via alle 15 nel salone centrale di Casa Cervi.
Il cuore dell’evento è la presentazione del libro “Passaggio al Nord. La colonizzazione mafiosa” di Nando Dalla Chiesa, edito dal gruppo Abele. L’autore, che non ha certo bisogno di presentazioni, è il figlio del generale Carlo, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1982, ex parlamentare, studioso di criminalità organizzata e oggi presidente onorario di Libera. Con lui ragionerà Ilaria Meli, ricercatrice dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata di Milano, sotto la conduzione affidata al vicedirettore de l’Espresso Marco Damilano. Al termine del dibattito ci sarà uno spazio per gli interventi del pubblico, e non a caso i promotori invitano a partecipare i rappresentanti «delle istituzioni, delle forze sociali ed economiche, delle associazioni culturali del territorio, e i cittadini tutti».
Perché il tema riguarda tutti. «La ’ndrangheta è qui», ricorda la presidente dell’Istituto Cervi, Albertina Soliani. «La nostra terra, la terra dei Cervi, la terra emiliana è attraversata dal fenomeno della criminalità organizzata. Le sue radici sono qui da tempo ma solo di recente il fenomeno è salito all’attenzione della coscienza collettiva».
L’ex senatrice ricorda quanto sia stato decisivo, in questo senso, il lavoro delle istituzioni nel Reggiano negli ultimi anni: «L’azione dello Stato, in particolare del prefetto Antonella De Miro e della magistratura, ha reso evidente e urgente la necessità di un contrasto all’illegalità e alla criminalità che deve far leva sulla vigilanza di tutti coloro che hanno responsabilità nella vita della società, nelle istituzioni, nel coraggio civile di tutti i cittadini».
Il risultato è ben noto, si chiama processo Aemilia. «È lì, ogni giorno, a sollecitare l’attenzione di tutti. Le istituzioni e la società civile, le associazioni, soprattutto giovanili, la scuola da tempo promuovono l’educazione alla legalità. Resistere, oggi come ieri, è l’impegno morale di questa terra nelle sue radici identitarie. E l’Istituto Cervi è parte attiva di questa mobilitazione». (adr.ar.)
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