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La terra trema alle 10.17 Paura lungo il Secchia

La terra trema alle 10.17 Paura lungo il Secchia

Casalgrande: il terremoto di magnitudo 3,2 riporta alla mente il maggio 2012 Nonostante il grande spavento non ci sono stati danni alle case o persone ferite

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CASALGRANDE. Pochi secondi di ballo improvviso, per fortuna non replicati ma in grado comunque di generare paura. E di far salire alla testa tanti cattivi pensieri, pensieri che fanno tornare al maggio del 2012.

Ieri mattina anche la zona ceramiche reggiana ha percepito chiaramente la scossa di terremoto verificatasi a Pavullo, nell’Appennino modenese, alle 10.17. Una scossa di magnitudo 3.2 – non potentissima quindi – avvenuta a una profondità di 33 chilometro nella crosta terrestre, che fortunatamente non ha provocato danni strutturali né tantomeno feriti. La paura però è un altro discorso.

A Scandiano, Castellarano, Casalgrande molte persone hanno percepito chiaramente il movimento sismico nei suoi pochi secondi di durata. Chi era in macchina o stava camminando non ha sentito nulla, ma chi si trovava fermo o ai piani superiori di palazzi e condomini ha visto i mobili e i lampadari ballare prima di rimettersi al loro posto. E la sensazione, anche se subito interrotta, non è sicuramente delle migliori. Anche perché dai devastanti terremoti del 2012 il territorio emiliano è particolarmente sensibile alle scosse, e ogni piccola avvisaglia genera comprensibili allarmi.

Il sisma di ieri è un fenomeno contenuto che non creato particolari disagi, ma questo lo si è scoperto col passare delle ore, con la lettura dei primi articoli e la visita forsennata al sito dell’Ingv, l’istituto nazionale di vulcanologia e geologia, l’ente deputato alla verifica e alla registrazione dei terremoti. Dalle 10.30 a mezzogiorno invece l’allerta è stata alta, con il consueto valzer di telefonate e messaggi a parenti e amici per sincerarsi delle loro condizioni. I vari gruppi Facebook territoriali si sono riempiti di interventi dove si chiedevano lumi, mentre i vigili del fuoco, gli uffici comunali e le forze dell’ordine hanno ricevuto parecchie chiamate da abitanti spaventati che segnalavano l’accaduto domandando se fosse il caso di prepararsi a un’evacuazione al volo. Le risposte hanno ovviamente tranquilizzato i cittadini, nel prosieguo della giornata sono state effettuate anche alcune ricognizioni di verifiche di muri ed edifici, che però non hanno comportato conseguenze. Né nel territorio modenese né tantomeno in quello reggiano si è dovuto ricorrere a provvedimenti di sgombero e di inaccessibilità e – questione principale – nessuna persona ha avuto conseguenze fisiche per la scossa. Rimangono, quelli sì, i brividi di chi si trovava ai piani elevati al momento della scossa e ha sentito chiaramente il ritmo del “ballo”. (adr.ar.)

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