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Una task force tra comuni contro le auto fuorilegge

Una task force tra comuni contro le auto fuorilegge

Guastalla: via alla gestione integrata della videosorveglianza di 17 territori Firmato l’accordo in prefettura, nel mirino i mezzi in transito rubati o irregolari

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GUASTALLA. Diciassette comuni messi “in rete” grazie a una gestione integrata dei sistemi di videosorveglianza, che consentirà di monitorare tutti i mezzi che passeranno lungo questo territorio, vasto tanto quasi metà provincia. È la novità presentata ieri mattina in prefettura, dove è stato firmato l’accordo tra il Comune di Correggio, l’Unione dei Comuni Bassa Reggiana e l’Unione dei Comuni Val d’Enza.

Ad apporre la firma, il prefetto Raffaele Ruberto, il questore Isabella Fusiello, il colonnello Antonino Buda, comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Ippazio Bleve, comandante provinciale della guardia di finanza, il sindaco di Correggio Ilenia Malavasi, il presidente dell’Unione dei Comuni Bassa Reggiana Giammaria Manghi e il presidente dell’Unione dei Comuni Val d’Enza Paolo Colli, oltre ai comandanti dei rispettivi corpi di polizia municipale.

La gestione integrata dei sistemi di videosorveglianza avverrà tramite il collegamento al sistema centralizzato nazionale targhe e transiti (Scntt) consentendo controlli per la sicurezza stradale e quella urbana: verranno così collegati i 24 varchi presenti sul territorio dell’Unione Bassa Reggiana, i nove dell’Unione Val d’Enza e i due del Comune di Correggio, arrivando così a creare un unico sistema che per dimensioni dell’area interessata non ha equivalenti in tutta la regione Emilia Romagna. Il sistema è composto dunque in totale da 35 varchi posizionati sulle principali strade di accesso dei 17 Comuni, a loro volta costituiti da una o due telecamere di videosorveglianza tradizionale alle quali sono collegate delle telecamere Ocr (Optical Character Recognition) in grado di leggere le targhe (anche in notturna) e i caratteri evidenziati nei veicoli ripresi dalle prime telecamere.

In questo modo nei territori interessati sarà attivo un sistema di controllo degli accessi che consenta di monitorare le più importanti strade (in questo ampio territorio sono compresi tra l’altro due caselli autostradali, quello di Reggiolo e quello di Campegine) e segnalare l’accesso di mezzi potenzialmente pericolosi perché oggetto di furto o sottoposti a provvedimento di ricerca, confisca o sequestro. Il sistema è infatti in grado di interfacciarsi con le più importanti banche dati in uso alle forze dell’ordine e, tramite la questura, con il Scntt, rilevare anche eventuali cause di interdizione dei veicoli dalla circolazione dovute a qualsivoglia motivazione. Inoltre, ogni forza di polizia che aderisce al progetto potrà predisporre una propria black-list contente le targhe di veicoli ritenuti di interesse e delle quali è utile riconoscere o ricostruire i movimenti.

Attraverso la fotografia alle targhe, le telecamere saranno inoltre in grado di segnalare in tempo reale se quel veicolo sia assicurato e sia stato sottoposto a revisione. Non sarà però possibile multare coloro che non saranno in regola semplicemente attraverso una ripresa, come invece avviene con gli autovelox. La sanzione sarà possibile soltanto in caso di intervento delle forze dell’ordine. Queste apparecchiature sono state interamente finanziate dagli enti locali: l’Unione Bassa Reggiana ha investito 150mila euro, l’Unione Val d’Enza 121mila e il Comune di Correggio 130mila euro solo negli ultimi due anni (il progetto era infatti partito nella scorsa legislatura).

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