Gazzetta di Reggio

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Geloso, la pedina infilandosi nel baule

di Tiziano Soresina
Geloso, la pedina infilandosi nel baule

San Martino, l’allucinante racconto in aula di una 41enne: vestiti tagliati, minacce, la fissazione che lei avesse un amante

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SAN MARTINO IN RIO. Divorato dalla gelosia. Si era talmente messo in testa che la convivente avesse un amante, da arrivare a nascondersi nel baule dell’auto della compagna perché convinto che lei non andasse al lavoro, ma si buttasse invece fra le braccia di un uomo.

Tradimento più volte negato ieri dall’ormai ex compagna che – in tribunale a Reggio – si è come liberata di un bel peso raccontando quanto le era accaduto negli ultimi cinque mesi del 2010. Una convivenza ormai decennale – iniziata in Sardegna per poi trasferirsi al Nord, a San Martino in Rio – spazzata via dai comportamenti sempre più pressanti di Davide Loi, 48 anni, ora sotto processo per lesioni, minacce e violenza privata. Lui non c’è in aula, nemmeno l’avvocato d’ufficio Rosa Apadula è riuscito a contattarlo. Lei, di sette anni più giovane, parla senza animosità, ma le basta esporre i fatti per attirare l’attenzione di tutti in aula. Il pedinamento, rannicchiato nel baule della macchina, è solo l’inizio di una vera e propria fissazione. L’ex convivente ricorda perfettamente quelle frasi di tormento: «Tu hai l’amante, mi nascondi qualcosa!». Ma anche le offese: «Troia, mi tradisci perché sei una brutta persona, schifosa». Ma è anche un crescendo rossiniano di comportamenti sgradevoli e pericolosi. «Una volta Davide s’impossessò del mio cellulare – racconta con calma la 41enne che lavora per una cooperativa – e non esitò a telefonare a tutti i numeri in memoria. Se era un uomo l’accusava di essere il mio amante». La situazione precipita però quando lui in mutande, al culmine della gelosia, la rinchiude in camera da letto. «Non esci di qua se non mi dici chi è l’amante!» le urla il convivente, ma in un attimo di distrazione si fa sfilare la chiave. Con la forza della disperazione la compagna riesce ad aprire la porta e a fuggire, nonostante l’estremo tentativo di bloccarla per un braccio. La donna si rifugia da un’amica e saranno insulti anche per quest’ultima. Ormai il rapporto è in frantumi, ma le sorprese per la 41enne non sono finite qui: riesce a riprendersi la macchina ma scopre che c’è della polvere di metallo nella bocca dell’olio e il motore è inceppato; cerca di trovare pace andando dai genitori nel Cagliaritano ma lui la scova anche lì e si presenta per urlarle di tutto e minacciarla; solo dopo mesi ha la possibilità di rientrare in possesso dei suoi vestiti, ma ha l’amara sorpresa di trovarli tutti tagliati, persino le scarpe, e sbattuti in sacchi del pattume nel garage; quella gelosia soffocante la raggiunge anche al lavoro, fra blitz e telefonate (una collega ha poi confermato in aula). Insomma, dal luglio al dicembre di sei anni fa, ogni momento poteva tramutarsi in un incubo e, sfiancata, la donna non ha potuto far altro che denunciare il tutto ai carabinieri. A metà luglio si terrà l’ultima udienza e vedremo se l’ex compagno comparirà per difendersi.

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