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VITA SEGNATA DALLA GUERRA

I cento anni del reduce di Russia

I cento anni del reduce di Russia

Otello Cartinazzi, scampato al Don, ha festeggiato il secolo

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REGGIO EMILIA. Ha compiuto cento anni nella propria casa, dove è assistito dal figlio, dalla nuora e dai nipoti. Cento anni – quelli di Otello Cartinazzi – vissuti fino in fondo e anche profondamente segnati dall’esperienza bellica. Cartinazzi partecipò alla spedizione in Russia dell’esercito italiano e, come tanti, tornò a casa profondamente segnato. Diversi anni fa la Gazzetta di Reggio raccontò la vicenda della sua famiglia, toccata per tre generazioni dalla guerra. Il nonno Antonio era uno dei mille che parteciparono allo sbarco in Sicilia di Garibaldi e che poi combatterono le cento battaglie dalla neonata Italia, il padre Marino portò la divisa del Regio esercito per tutta la durata della Grande Guerra e infine toccò a lui, a Otello, venire spedito al fronte quando ormai il suo servizio di leva stava per finire. Otto anni di militare, chiusi con la spaventosa ritirata di Russia e il congelamento che rischiò di ucciderlo e che gli procurò una grave invalidità con l’amputazione della parte anteriore di entrambi i piedi. Messi da parte i ricordi tristi, Otello Cartinazzi ha festeggiato il secolo di vita in compagnia della sua famiglia. Vedovo ormai da anni, ora ha accanto a sé il figlio Brunetto, la nuora Clara e i nipoti Dario e Linda.

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