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L’ambulatorio Antea-Cisl cerca dei medici volontari

L’ambulatorio Antea-Cisl cerca dei medici volontari

La struttura assiste gratuitamente da più di un anno i residenti di zona Stazione Le richieste sono in crescita, Favali: «Il quartiere era abbandonato a se stesso»

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REGGIO EMILIA. Da quand’è nato, siamo quasi a quota 300 assistiti: ora l’ambulatorio medico gratuito Anteas-Cisl della zona stazione cerca infermieri e dottori volontari per ampliare le giornate di apertura e rispondere alle richieste in crescita dei residenti della zona stazione.

I PROTAGONISTI. Lo spazio, aperto un anno e mezzo fa in collaborazione con l’Ausl (il Comune fornisce in comodato d’uso i locali di via Vecchi 2, presso il polo Reggio Est), è dedicato alle necessità della popolazione di via Turri e dintorni, composta per l’80% da immigrati e per il restante 20% da anziani soli, con patologie croniche. In “servizio” ci sono due dottori (Attilio Magnani, ex primario di ostetricia e ginecologia, e Aldo Torelli, specialista di medicina interna e tra i fondatori del pronto soccorso del Santa Maria) e sei infermieri professionali, di cui quattro ex caposala (Elena Fontana, Mirella Fontanesi, Giuseppe Barbieri, Renzo Galeotti, Speranza Pisutto e Francesco Campani), tutti over 65enni (ma c’è anche qualche ottantenne) in pensione che prestano il loro tempo.

«Proprio per venire incontro alle esigenze della cittadinanza - dichiara Marino Favali, presidente dei pensionati Cisl - abbiamo allestito questo servizio medico: un progetto iniziato dal compianto Nello Vezzani, per ricordare il quale il 28 maggio faremo un’iniziativa in via Turri. Il servizio vuole essere un anello di collegamento tra i medici di base e gli ambulatori Ausl, qui assenti: il quartiere era abbandonato a sé stesso».

I SERVIZI. In via Vecchi, precisano i volontari, si fa consulenza medica, controlli della pressione, del diabete e della glicemia, iniezioni intramuscolari, medicazioni semplici o si seguono le cure anche di pazienti gravi, ma sempre dietro ricetta medica. «Riceviamo persone di tutte le età: dal papà extracomunitario che l’altro giorno aveva il bimbo con la febbre alta (lo abbiamo indirizzato al pronto soccorso pediatrico) al malato oncologico che viene ogni giorno per la terapia, fino ai pensionati che vogliono un consulto sugli esami - sottolinea il dottor Magnani - chiarisco che non possiamo ricettare, né ci permettiamo di fare diagnosi: se riscontriamo nuove patologie, mandiamo il paziente dallo specialista di medicina generale, che è il nostro referente, o ad altri servizi Ausl. Molti anziani vengono qui anche solo per essere ascoltati, alcune famiglie perché hanno problematiche di povertà: e in tal caso passano dall’assistente sociale, l’ufficio qui di fianco». Il vantaggio, per anziani e malati, è che non è necessario prendere appuntamento (l’accesso è diretto, per info si può telefonare al numero 342-8593100).

PRIMO BILANCIO. Il primo anno, l’affluenza è stata bassa. «Perché non ci conoscevano o perché gli stranieri sono diffidenti - osserva Favali - perciò abbiamo diffuso la nostra locandina nelle casette postali del quartiere e nelle sale d’attesa degli ambulatori medici di base, mentre per gli stranieri abbiamo organizzato degli incontri specifici con le associazioni delle varie etnìe». I risultati non hanno tardato ad arrivare, prosegue Favali, «anche perché nel frattempo ci siamo dotati di attrezzature e medicine: alcune ce le fornisce l’Ausl, altre le acquistiamo a prezzo calmierato, grazie ad una convenzione apposita, da Fcr». E così negli ultimi mesi si è registrato un incremento di accessi. «Ora ci attestiamo sulle sei persone nei tre giorni di apertura alla settimana», afferma l’infermiera Fontana.

IL SOGNO. I giorni di apertura al pubblico, però - lunedì, martedì e mercoledì dalle 9 alle 10 - non bastano.

«Vorremmo essere disponibili cinque giorni su sette, per allargare la base di assistiti, anche perché molte terapie necessitano di maggior continuità - dichiara Favali - perciò facciamo un appello ad ex infermieri ed ex medici: abbiamo bisogno di voi». (am.p.)

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