Profumo lascia Iren La presidenza a Peveraro
Il 9 maggio il nuovo cda nominerà l’ex assessore di Torino con il placet di Reggio Il presidente uscente salirà invece al vertice della Compagnia San Paolo
REGGIO EMILIA. L’ex ministro Francesco Profumo lascia la presidenza di Iren e lo scranno più alto a Paolo Peveraro, che tra quattro giorni sarà nominato ufficialmente al vertice della multiutility partecipata dai comuni reggiani. La notizia è trapelata nei giorni scorsi a Torino, azionista di Iren che in un colpo solo sposta due pedine: Profumo - scegliendo meno soldi ma più rilevanza nello scacchiere nazionale - sarà il neo presidente della Compagnia San Paolo, la più grande fondazione bancaria d'Italia, azionista dell'omonimo gruppo di credito. La chiamata per Profumo è arrivata direttamente da Piero Fassino, sindaco del Pd a Torino che ha scelto anche Paolo Peveraro, ex assessore del Comune di Torino ed ex vicepresidente della Regione Piemonte. Il suo nome non è imposto bensì condiviso tra i sindaci azionisti anche di Genova Marco Doria e da quello di Reggio Emilia, Luca Vecchi.
La carriera di Peveraro è partita con la carica di assessore a Torino prima con Castellani e poi con Chiamparino, e vicepresidente della Regione con Mercedes Bresso. Fu proprio lui a volere la prima fusione, tra Aem di Torino e Amga di Genova, da cui poi nacque la nuova Iren con Enia di Reggio. Peveraro, 59 anni, conosce molto bene Iren, essendone stato fino a pochi mesi fa presidente del collegio sindacale. Viste le mire di Profumo verso la fondazione torinese di Intesa San Paolo, i soci hanno deciso di puntare su una figura versatile in ottica di acquisizioni. Peveraro, infatti, è considerato un profondo conoscitore delle ex municipalizzate divenute poi multiutility. Quattro di queste, tra cui Iren, sono destinate a diventare dei poli di condensazione in ottica industriale. La stessa Iren dovrà acquisire nel medio periodo una serie di municipalizzate più piccole e periferiche, considerate troppo deboli per poter competere sul mercato e investire in maniera adeguata. Peveraro è conosciuto anche come uomo di finanza - in passato fu advisor finanziario della Deloitte - in grado di gestire dall’alto operazioni straordinarie come il futuro pacchetto di acquisizioni. Non solo: è anche un manager che viene però dalla politica, con radici politiche nel Partito Liberale di cui è stato anche il segretario torinese. I trascorsi in comune offrono al neo presidente le chiavi di lettura giuste per poter rapportarsi con i soci pubblici, sindaci azionisti in primis.
Per Peveraro la nomina - ormai sicura - giungerà quindi all’assemblea dei soci in calendario il prossimo 9 maggio. Per Reggio Emilia resta la poltrona della vice presidenza, affidata ancora a Ettore Rocchi. Riconferma anche per l'attuale amministratore delegato, Massimiliano Bianco, alla barra da un paio d’anni e a capo del cda che poche settimane fa ha deciso di premiare i propri azionisti. Il dividendo del 2015 che sarà staccato a breve è aumentato del 5,7%: in totale sono 9,6 milioni di euro per la nostra provincia, cartina di tornasole con i comuni che vedono in Iren l’ultima cassaforte in città. Il gruppo dell’energia ha chiuso il 2015 con ricavi superiori ai 3 miliardi di euro (+6,6% rispetto all'anno precedente), un margine operativo lordo si attesta a 677 milioni di euro (+8,8%), mentre l'utile netto di gruppo è balzato addirittura del 71,4% a 118 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2015 è pari a 2,16 miliardi di euro, in riduzione di circa 117 milioni. I risultati sono stati approvati dal consiglio di amministrazione che proporrà agli azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,055 euro per azione.
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