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Profumo lascia Iren La presidenza a Peveraro

di Enrico Lorenzo Tidona
Profumo lascia Iren La presidenza a Peveraro

Il 9 maggio il nuovo cda nominerà l’ex assessore di Torino con il placet di Reggio Il presidente uscente salirà invece al vertice della Compagnia San Paolo

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REGGIO EMILIA. L’ex ministro Francesco Profumo lascia la presidenza di Iren e lo scranno più alto a Paolo Peveraro, che tra quattro giorni sarà nominato ufficialmente al vertice della multiutility partecipata dai comuni reggiani. La notizia è trapelata nei giorni scorsi a Torino, azionista di Iren che in un colpo solo sposta due pedine: Profumo - scegliendo meno soldi ma più rilevanza nello scacchiere nazionale - sarà il neo presidente della Compagnia San Paolo, la più grande fondazione bancaria d'Italia, azionista dell'omonimo gruppo di credito. La chiamata per Profumo è arrivata direttamente da Piero Fassino, sindaco del Pd a Torino che ha scelto anche Paolo Peveraro, ex assessore del Comune di Torino ed ex vicepresidente della Regione Piemonte. Il suo nome non è imposto bensì condiviso tra i sindaci azionisti anche di Genova Marco Doria e da quello di Reggio Emilia, Luca Vecchi.

La carriera di Peveraro è partita con la carica di assessore a Torino prima con Castellani e poi con Chiamparino, e vicepresidente della Regione con Mercedes Bresso. Fu proprio lui a volere la prima fusione, tra Aem di Torino e Amga di Genova, da cui poi nacque la nuova Iren con Enia di Reggio. Peveraro, 59 anni, conosce molto bene Iren, essendone stato fino a pochi mesi fa presidente del collegio sindacale. Viste le mire di Profumo verso la fondazione torinese di Intesa San Paolo, i soci hanno deciso di puntare su una figura versatile in ottica di acquisizioni. Peveraro, infatti, è considerato un profondo conoscitore delle ex municipalizzate divenute poi multiutility. Quattro di queste, tra cui Iren, sono destinate a diventare dei poli di condensazione in ottica industriale. La stessa Iren dovrà acquisire nel medio periodo una serie di municipalizzate più piccole e periferiche, considerate troppo deboli per poter competere sul mercato e investire in maniera adeguata. Peveraro è conosciuto anche come uomo di finanza - in passato fu advisor finanziario della Deloitte - in grado di gestire dall’alto operazioni straordinarie come il futuro pacchetto di acquisizioni. Non solo: è anche un manager che viene però dalla politica, con radici politiche nel Partito Liberale di cui è stato anche il segretario torinese. I trascorsi in comune offrono al neo presidente le chiavi di lettura giuste per poter rapportarsi con i soci pubblici, sindaci azionisti in primis.

Per Peveraro la nomina - ormai sicura - giungerà quindi all’assemblea dei soci in calendario il prossimo 9 maggio. Per Reggio Emilia resta la poltrona della vice presidenza, affidata ancora a Ettore Rocchi. Riconferma anche per l'attuale amministratore delegato, Massimiliano Bianco, alla barra da un paio d’anni e a capo del cda che poche settimane fa ha deciso di premiare i propri azionisti. Il dividendo del 2015 che sarà staccato a breve è aumentato del 5,7%: in totale sono 9,6 milioni di euro per la nostra provincia, cartina di tornasole con i comuni che vedono in Iren l’ultima cassaforte in città. Il gruppo dell’energia ha chiuso il 2015 con ricavi superiori ai 3 miliardi di euro (+6,6% rispetto all'anno precedente), un margine operativo lordo si attesta a 677 milioni di euro (+8,8%), mentre l'utile netto di gruppo è balzato addirittura del 71,4% a 118 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2015 è pari a 2,16 miliardi di euro, in riduzione di circa 117 milioni. I risultati sono stati approvati dal consiglio di amministrazione che proporrà agli azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,055 euro per azione.

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