È cominciata Disco Emilia Tuffo negli anni ’ 70 e ’80
La mostra ha aperto allo Spazio Gerra tra luci, memorabilia e vecchi ricordi Quattro piani aperti gratuitamente, oggi alle 20 si balla in piazza San Prospero
REGGIO EMILIA. «Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo, questo posto mi fa venir voglia di ballare come facevo quarant’anni fa». È questo il commento più frequente allo Spazio Gerra, che ieri ha aperto i battenti della mostra Disco Emilia: l’esposizione, organizzata in collaborazione con la Gazzetta di Reggio, che riporta alla luce lo storico periodo degli anni ’70 e ’80. Quello dei gloriosi locali emiliani come il Picchio Rosso, il Marabù o il Number One, quando la nostra terra era la capitale della movida notturna. Foto, memorabilia, contributi video, biografie e interviste.
Un lavoro che non è stato per nulla facile, non esistendo praticamente nessun materiale documentale dell’epoca. Sono serviti più di sei mesi di lavoro, la collaborazione di molti volontari e le foto del grande Basilico, circa una trentina, che negli anni ’70 realizzò un reportage sulla vita notturna nelle discoteche emiliane. Il tutto inserito nella location di un Gerra riarredato per l’occasione in puro stile “retrò” tanto che, entrando, si è come proiettati in un’altra dimensione. Quella delle luci stroboscopiche, dei divanetti bianchi su cui pomiciare, delle foto in bianco e nero, dei drink nei grandi bicchieri di vetro e soprattutto delle mitiche canzoni di quel periodo che rivivono, ritrasmesse dall’impianto stereo del locale. Quattro piani che, già dopo l’apertura ufficiale avvenuta alle 19, si sono riempiti di giovani ma soprattutto di uomini e donne di mezza età. Contenti ma allo stesso tempo un po’ imbarazzati nel rivedere quei ricordi della loro adolescenza, del periodo in cui “tutti, ma proprio tutti il sabato sera andavano a ballare” che mettono però impietosamente a nudo la loro età. «Tu che ci fai qui - scherza qualcuno rivolgendosi a dei ragazzi - non eri nemmeno nato negli anni ’80! Guarda come ci si diverte davvero». (l.g.)
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