«Equitalia e le banche ci taglieggiano»
È l’accusa di un centinaio di imprenditori calabresi che si sono rivolti alla prefettura: «Costretti a pagare tassi esagerati»
REGGIO EMILIA. Sotto traccia nel Reggiano c’è una controffensiva degli imprenditori d’origine calabrese (per lo più operanti nel settore edilizio) che non ti aspetti.
E si tratta di un numero non indifferente. Sono infatti circa un centinaio gli imprenditori in difficoltà che si sono rivolti alla prefettura per dichiarare di essere stati vittima di usura da parte di banche presenti sul territorio o di Equitalia.
Il “ritornello” è sempre lo stesso: sarebbero stati chiesti interessi usurari.
Da qui le connesse istanze – presentate dagli imprenditori sempre in prefettura – per la concessione di un mutuo senza interesse invocando quanto previsto dalla legge anti-usura (numero 108 del 7 marzo 1996) che specificatamente all’articolo 4 permette d’impugnare il contratto di mutuo qualora venga accertato che sia stato superato il “tasso soglia”. Una clausola che mantiene in vita l’intero contratto di mutuo, ma annulla gli interessi usurari, dando il diritto a chi è vittima di usura sia alla restituzione degli interessi (tutti gli interessi ed accessori pagati, non soltanto la parte esorbitante la soglia del tasso consentito), sia al risarcimento dei danni per aver dovuto subire perdite e mancati guadagni a causa dell’usura.
E’ facile pensare che questa massiccia presa di posizione dell’imprenditoria d’origine calabrese sia figlia della crisi che in questi anni non ha certo risparmiato la nostra provincia, con il settore edilizio che ne ha pagato il prezzo più salato ed evidente.
Diverso il discorso per chi è “strozzato” come conseguenza di rapporti d’amicizia o di semplice conoscenza rivelatisi decisamente sbagliati. Anche su questo versante sono risultate coinvolte – sia come usurai che come vittime – persone d’estrazione calabrese che vivono comunque da tempo nel Reggiano. Casi però evidenziati più dalle indagini (su tutte la maxi operazione antimafia Aemilia) che da denunce di chi si ritrova sotto pressione per aver chiesto prestiti a chi poi ha preteso rimborsi con tassi astronomici.
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