Iren, i piccoli azionisti chiedono il taglio delle sponsorizzazioni
Gli “aiuti” toccano i 12 milioni, troppo rispetto ai concorrenti Fantuzzi: «Così c’è poca trasparenza con i soci pubblici»
REGGIO EMILIA. Tra due giorni l’assemblea dei soci di Iren approverà un bilancio soddisfacente, segnato da una pioggia di utili destinati agli azionisti, chiamati ad eleggere i 13 nuovi consiglieri del cda e nominare il neo presidente, Paolo Peveraro, che prenderà il posto di Francesco Profumo.
Un’assemblea importante che concederà la delega al cda per proporre aumenti di capitale “carta contro carta” fino a un massimo del 3% del capitale della società, per un controvalore di poco inferiore ai 40 milioni di euro. Questo permetterà a Iren di diluire le partecipazioni degli azionisti già presenti e permettere lo sbarco di nuovi investitori, procedura votata favorevolemte dai comuni azionisti.
C’è anche chi, però, continua a vigilare in modo critico sull’operato della multiutility di acqua, gas, rifiuti ed energia partecipata dai comuni reggiani. Sono i piccoli azionisti, che chiedono ora di tagliare nel 2016 sponsorizzazioni e spese a natura di «dividendo implicito», passando dagli attuali 12 milioni ad almeno 1,5 milioni come in Hera. Richiesta al management di Iren presentata aspettando l'assemblea dei soci del 9 maggio e la risposta della Consob sul loro esposto sulla gestione del credito verso il comune di Torino e i motivi del mancato consolidamento della partecipazione in Iren Rinnovabili.
Vengono inoltre domandate alcune informazioni «finalizzate a fare finalmente chiarezza sui rapporti economici tutt’altro che trasparenti intrattenuti con i propri soci pubblici». In particolare, la minoranza della compagine societaria chiede quale sia l'importo complessivo delle sponsorizzazioni erogate nel 2015 e il loro dettaglio per beneficiari e per ambiti territoriali, in particolare comune e provincia di Reggio Emilia. «L’azienda- spiega Francesco Fantuzzi- per ora non ha risposto, e i tempi ormai sono stretti».
Dagli azionisti arrivano però anche delle proposte come quella sul divieto, da inserire in statuto, di effettuare regalie dirette ai propri soci (come le auto elettriche ai comuni). Inoltre «il rilancio della proposta di vietare a politici e amministratori locali a fine mandato di essere inquadrati all'interno del gruppo, per evitare dubbi e intrecci». Infine, «la necessità di ottenere un primo bilancio dell'esperienza dei comitati territoriali, mentre nel frattempo il rapporto col territorio pare decisamente impoverito». A fronte di tutto questo, conclude Fantuzzi. «l'assemblea del voto maggiorato, autentica perla che i comuni intendono pure far passare come vantaggioso, sarà dunque da non perdere».
Tra le novità degli ultimi giorni c’è la decisione del comune di Parma, da poco rientrato nel patto di sindacato di Iren e che non sarà più rappresentato dal reggiano Lorenzo Bagnacani, scelto dal sindaco Federico Pizzarotti nel 2013 e chiamato a sua volta a sostituire Luigi Giuseppe Villani sulla poltrona di vicepresidente di Iren, questa lasciata ora nelle mani di un altro reggiano, Ettore Rocchi. Ll'amministrazione ducale ha infatti deciso di candidare l'architetto Isabella Tagliavini, attuale amministratore unico della società Area Stazione, dopo le precedenti rovinose gestioni. (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
