Gazzetta di Reggio

Reggio

Salvaterra e la mortadella cinque secoli di tradizione

di Paolo Ruini

Casalgrande: domani la festa nel luogo in cui, nel 1556, venne redatto il primo atto pubblico in cui si cita l’insaccato storicamente legato a Bologna

3 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE. Quali sono le origini della mortadella? Per i bolognesi, la prima testimonianza storica di questo prelibato salume è da attribuire ad una stele romana dell'epoca imperiale che è conservata al museo archeologico di Bologna. In questa stele, impressa nella pietra, vi è la raffigurazione di sette maialini e di un mortaio con tanto di pestello. Secondo gli esperti, questa sarebbe la prima raffigurazione del prelibato insaccato. Però il primo vero e proprio disciplinare di produzione della mortadella nel Bolognese risale al 1661 ad opera del cardinale Girolamo Farnese, che ne stabilisce i criteri di produzione per evitare le sofisticazioni che, anche in passato, avvenivano. C'è però chi è convinto che la mortadella non sia un esclusiva bolognese. L’anno scorso, all'Expo di Milano, è stata presentata una ricerca da cui emerge che la mortadella e le indicazioni per la sua produzione sono citati per la prima volta in un atto pubblico redatto a Salvaterra nel 1556. La ricerca è stata condotta da un noto storico reggiano, il professore Roberto Grandini, il quale è riuscito a trovare una serie di documenti che provano la presenza della gustosa mortadella nel feudo del Boiardo, che era formato da Scandiano e Casalgrande. Per consolidare e rendere pubblica questa scoperta storica, domani a Salvaterra si svolgerà la prima edizione della Festa della Mortadella. Sarà una giornata di cultura enogastronomica fortemente voluta dall'amministrazione comunale in collaborazione con le istituzioni nazionali, regionali e provinciali. La manifestazione si svolgerà al Parco del Liofante di Salvaterra. L'inizio è previsto per le 11 con una conferenza moderata dal prof. Paolo Trevisi dell'Università di Bologna, con interventi del prof. Roberto Gandini, del prof. Umberto Di Raimo dell'istituto alberghiero Motti, che si occuperà del piacere delle tradizioni, e della senatrice Leana Pignedoli, vicepresidente della nona commissione Agricoltura e produzione alimentare del Senato. Porterà i saluti del Comune il vicesindaco Marco Cassinadri.

Dopo il dibattito è previsto, verso l'una, il pranzo con menù a base di mortadella preparato dallo chef Gianni D'Amato del ristorante Caffè Arte e Mestieri di Reggio Emilia e offerto dal salumificio Veroni di Correggio. Il costo è di 35 euro a testa, con prenotazione obbligatoria entro il 30 aprile.

Nel pomeriggio, gnocco fritto e di nuovo mortadella per tutti grazie ai volontari del Parco del Liofante, cui si aggiungerà l'animazione medioevale con giochi e cultura a cura dei Falchi del Secchia. Verrà allestito un accampamento militare del Cinquecento con tanto di dimostrazioni di duelli fra cavalieri e soldati, spade e armi d'epoca. Vi saranno anche giochi di abilità e destrezza e, naturalmente, musica e balli. Un aspetto molto importante della prima edizione della Festa della Mortadella è che l'introito sarà devoluto alle scuole pubbliche e private della frazione di Casalgrande. Questa donazione sarà possibile grazie al grande lavoro di gruppo della Pro loco, dell'associazione Falchi del Secchia, della cooperativa ricreativa Parco del Liofante e degli allievi della scuole alberghiera e di ristorazione Ial Serramazzoni e, naturalmente, dal pubblico che parteciperà alla giornata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google