Sassi: «Gesto esecrabile frutto delle polemiche»
REGGIO EMILIA. Sull’ultimo blitz rivendicato dagli skinheads alle sedi di Caritas e Pd interviene anche il vice sindaco e assessore al welfare Matteo Sassi. Che in una nota lega questo nuovo attacco...
REGGIO EMILIA. Sull’ultimo blitz rivendicato dagli skinheads alle sedi di Caritas e Pd interviene anche il vice sindaco e assessore al welfare Matteo Sassi. Che in una nota lega questo nuovo attacco dell’estrema destra a Pd e mondo del volontariato alle recenti polemiche sulla gestione dell’accoglienza ai rifugiati nella nostra città. «Guardiamo con preoccupazione - scrive Sassi - alle polemiche avviate ormai da alcuni mesi, all'interno del Terzo settore, intorno al Piano di accoglienza nazionale dei richiedenti asilo a Reggio Emilia. E assistiamo oggi a un nuovo ed esecrabile attacco, rivendicato da fazioni di estrema destra, alle sedi di Pd e Caritas reggiane (e non solo), per le politiche e l'impegno nell'accoglienza. A Pd e Caritas va la nostra piena solidarietà». Nel merito, Sassi sottolinea come questo, a suo avviso, non sia il momento delle polemiche: «Serve più che mai buon senso, cioè senso di responsabilità, serve la riaffermazione dello spirito di coesione e collaborazione che contraddistinguono da sempre Reggio Emilia e che vogliamo e dobbiamo rivendicare con orgoglio».
Secondo Sassi è necessario non perdere di vista «l'obiettivo comune dell'accoglienza e non far mancare un contributo competente alla gestione del fenomeno, drammatico e globale, delle migrazioni, in una fase delicata degli equilibri democratici». Poi, partendo da un assunto, Sassi esprime un auspicio. «Se il sistema dell'accoglienza a Reggio Emilia ha funzionato - scrive il vice sindaco - lo si deve alla città e in particolare a tutti gli operatori, i volontari, i cittadini che sono coinvolti nel Piano, a cui va la nostra gratitudine. Le polemiche non possono in alcun modo offuscare tutto questo o, peggio ancora, dare adito ad ingiuste quanto infondate equiparazioni tra la realtà della nostra città e situazioni nazionali salite agli onori delle cronache per malaffare e corruzione. Il populismo e il qualunquismo – quando non addirittura lo squadrismo intimidatorio – si nutrono anche di un discorso pubblico fatto di sospetti e illazioni, quando invece si dovrebbe discutere dei tanti obiettivi raggiunti, con fatica e dedizione, quando si parla di integrazione ed accoglienza. La posta in gioco è parte fondamentale del sentimento democratico di una comunità, rispetto ad un fenomeno sociale globale come quello delle migrazioni. A maggior ragione dopo i fatti di questa notte - conclude Sassi - le divergenze del Terzo settore trovino sintesi equilibrate, evitando responsabilmente di mettere a rischio valori e buone prassi consolidati: a esserne indeboliti, a pagarne lo scotto, sarebbero altrimenti la città e gli stessi ospiti accolti».
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