Gazzetta di Reggio

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Migrante si arrabbia per il cibo e pretende “l’anticipo”

Elisa Pederzoli
Migrante si arrabbia per il cibo e pretende “l’anticipo”

Uno dei profughi ospiti dà in escandescenza, in via Veneri arrivano i carabinieri Il presidente della Dimora d’Abramo: «Un ragazzo in difficoltà, fatto isolato»

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REGGIO EMILIA  Dal centro di accoglienza sdrammatizzano. «Siamo educatori, a volte capita di doverci confrontare con queste situazioni, ma non è successo nulla di grave». Il presidente della Dimora d’Ambramo, Luigi Codeluppi, anche: «E’ stato necessario chiamare le forze dell’ordine, ma tutto si è risolto».

Di fatto, ieri pomeriggio intorno alle 15 è stato necessario chiedere l’intervento di un’ambulanza e di due gazzelle dei carabinieri, in via Veneri, al centro di accoglienza per profughi gestito dalla “Dimora di Abramo”. E ancora una volta, inevitabilmente, si accendono i riflettori sulla vita dei migranti in città, dopo il “caso mensa” che ha spinto alcuni profughi ad andare fin dal questore per lamentare la qualità del cibo che viene loro servito in via Eritrea.

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Ieri, a dare in escandescenza è stato uno degli ospiti di via Veneri, un ragazzo di origine nigeriana. «Un giovane con delle difficoltà in questo suo percorso, e che stiamo cercando di seguire anche con degli esperti» ci tiene a premettere Codeluppi. Ancora una volta la discussione nasce dal cibo. Il giovane - che per alcune difficoltà di convivenza con i coabitanti, migranti come lui, è già stato trasferito da un appartamento all’albergo di via Veneri - ieri si è arrabbiato vivacemente, lamentando di essere a digiuno da quattro giorni perchè non riesce a mangiare i piatti serviti in mensa che - a suo dire - gli farebbero venire mal di stomaco.

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E per questo, pretendeva un “anticipo” sul suo “pocket money”, la somma che viene erogata periodicamente e che è di 2,5 euro al giorno. Con questi, voleva procurarsi da sè da mangiare. Non sono state solo lamentele e proteste le sue. Il giovane ha dato in escandescenza nonostante un operatore cercasse di calmarlo. Per questo, in un primo momento hanno fatto intervenire sul posto un’ambulanza. In seguito, dato che anche gli operatori del 118 erano in difficoltà, è stato opportuno chiedere l’intervento del 112, arrivati con una pattuglia del Radiomobile e della caserma di Bagnolo.

Alla fine, il punto di incontro si è trovato anticipandogli 10 euro.

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«E’ stato un fatto episodico - sottolinea Codeluppi - in tanti anni di accoglienza, di rado ci troviamo in queste situazioni. Ma questo è un ragazzo che ha delle difficoltà. Ci sono momenti in cui sragiona e chiamiamo il 118». «L'accoglienza - ci tiene a dire il presidente della Dimora d’Abramo - sta funzionando e anche bene perchè c'è una forte disponibilità da parte di questi ragazzi che stiamo accogliendo. Le situazioni più critiche si contano sulle dita di una mano».

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