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Sindaci, sì al cambio al vertice ma l’assemblea perde appeal

REGGIO EMILIA. «Lunedì non sarò all'assemblea di Iren, manderò un delegato. E' la giornata in cui ricevo i cittadini e mi sembra più importante essere in municipio. Non sto seguendo la partita di...

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REGGIO EMILIA. «Lunedì non sarò all'assemblea di Iren, manderò un delegato. E' la giornata in cui ricevo i cittadini e mi sembra più importante essere in municipio. Non sto seguendo la partita di Iren e anche il nome del nuovo presidente l'ho imparato dai giornali». La freddezza, che rasenta un apparente disinteresse del sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro rispetto all' assemblea dei soci di Iren di dopodomani, è lo specchio della situazione tra gli amministratori reggiani. Una calma piatta con cui i sindaci attendono l'appuntamento nel quale sarà deliberato un dividendo pari a 0,055 euro per azione, sarà nominato il nuovo cda ed eletto il nuovo presidente, l'ex assessore di Torino Paolo Peveraro, in sostituzione di Francesco Profumo. Una decisione quella del presidente, ha chiosato un altro sindaco, «che si gioca tra i grandi azionisti e non la si concorda con i piccoli comuni e poi per Reggio non cambia nulla». Per i sindaci dei piccoli comuni reggiani, Iren sta vivendo una fase di transizione e come dice il sindaco di Albinea, Nico Giberti «quello che dovevamo dirci l'abbiamo già condiviso in sede di subpatto emiliano, anche riguardo al voto maggiorato e alla scelta del nuovo presidente, che spettava a Torino».

Per altri invece i giochi per i comuni si riapriranno nel 2017. «Da lì - sostiene il sindaco di Cavriago Paolo Burani - dopo l'adozione del voto maggiorato a favore dei soci pubblici molto probabilmente si libereranno altre azioni e i comuni potranno vendere parte delle quote che ora sono vincolate nel patto di sindacato».

Al sindaco di Cavriago abbiamo anche chiesto ragione dei rilievi della Corte dei Conti a undici comuni reggiani: Bibbiano, Busana, Campagnola Emilia, Campegine, Cavriago, Gattatico, Ligonchio, Ramiseto, San Polo d'Enza, Sant'Ilario d'Enza, Vezzano sul Crostolo. A questi viene contestato il mancato inserimento nel piano di razionalizzazione per le società partecipate la propria partecipazione in Iren, risolto motivato dal fatto con la società è quotata in Borsa. Una scelta che non ha convinto i giudici contabili, ma che per il Sindaco è invece è logica. «Almeno per Cavriago la scelta si spiega con il fatto che le azioni libere di Iren sono state cedute già nel 2015 e le altre sono incedibili in quanto vincolate nel patto di sindacato». «Questo conclude Burani tornando a Iren - è un momento di passaggio per Iren e con il voto maggiorato si è rafforzata la presenza dei comuni reggiani». Un giudizio su cui concordano tutti i sindaci reggiani, anche quelli più critici nei confronti delle scelte della multiutility. (r.f.)

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