Trova e compra sul web uno scrigno di Giuffredi
Montecchio: il farmacista Manfredi scova un pezzo prezioso dell’artista locale. «Eravamo amici. Sono appassionato di antiquariato e lui aveva un vero talento»
MONTECCHIO. Si può parlare di un’opera d'arte ritrovata. Giorgio Manfredi, ex farmacista di Montecchio (attività ora proseguita dal figlio Mario nella centralissima Farmacia San Simone) su internet ha scovato un prezioso scrigno in legno intagliato e intarsiato dall'artista montecchiese Armando Giuffredi. Lo scrigno è stato il pezzo forte dell'esposizione che si tiene ogni anno nella sede dell'Associazione di intaglio e tarsia di Villa Aiola in concomitanza con la fiera del 1° Maggio Aiolese. E ha lasciato i visitatori a bocca aperta.
Come ha fatto a trovare questa opera d'arte?
«Devo dire grazie a mio figlio Mario – dice Giorgio Manfredi – perché io non ho grande dimestichezza con la tecnologia. Ha scovato questo scrigno e ha partecipato all'asta, riportandolo a Montecchio».
Lo ha pagato molto?
«Chi lo vendeva sapeva di cosa si stava privando, quindi diciamo che è stato pagato il giusto. Ma la cifra non conta. Quel che conta è che è in perfetto stato».
Perché proprio un'opera di Giuffredi?
«Io sono un grande appassionato di antiquariato e di opere di artisti montecchiesi o che riguardano la nostra città in generale. Di Giuffredi, poi, ero amico e fino all'ultimo, quando usciva di casa, lo faceva solo per venire da me e mia moglie. Prima dell'acquisto ho chiamato il figlio Augusto, che mi ha confermato l'esistenza di questo pezzo, del quale non si sapeva più nulla».
Quindi possiede altre opere di Giuffredi?
«Tante cose, sì. Ma questo scrigno è particolare. Intanto è stato fatto da Armando quando aveva solo diciotto anni (come recita la firma sul retro, ndr). Poi, pur comparendo su un catalogo del 1988, nessuno sapeva che fine avesse fatto. Era stato realizzato nel 1927 come saggio del Chierici, dove ha studiato».
Dov'era finito?
«A me è arrivato da Tortona. Non era in mano a un antiquario, ma ad un privato cittadino. Manca solo la chiave».
Quali sono le caratteristiche principali?
«Lo scrigno pesa circa 30 chilogrammi; è realizzato con legno di noce, anche se gli intarsi delle figure che rappresentano il mercato di Venezia sono certamente in legno dolce come olmo e albicocca. Persino le parti metalliche sono state realizzate e battute a mano da Giuffredi. Armando aveva un vero talento e qualsiasi cosa realizzava era un'opera d'arte».
Lo esporrà ancora o lo terrà in casa?
«Se ci saranno occasioni pubbliche con caratteristiche che tutelino lo scrigno, sarò ben felice di esporlo».
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