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A Luzzara l’asilo diventa “flessibile” per restare aperto

A Luzzara l’asilo diventa “flessibile” per restare aperto

LUZZARA. Calano le iscrizioni? L’asilo diventa flessibile. È un successo la sperimentazione avviata da Comune di Luzzara e Azienda speciale Bassa Reggiana per recuperare il calo di bambini al nido...

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LUZZARA. Calano le iscrizioni? L’asilo diventa flessibile.

È un successo la sperimentazione avviata da Comune di Luzzara e Azienda speciale Bassa Reggiana per recuperare il calo di bambini al nido di Villarotta: una forma meno rigida negli orari e nei giorni di frequenza di asilo che ha consentito di salvare il servizio nella frazione e che si candida a diventare un modello per tutti.

«I pochi iscritti all’asilo nido di Villarotta – spiega il sindaco Andrea Costa – ci avrebbero indotto la chiusura della scuola, ma noi abbiamo ragionato in senso opposto: inventare un servizio nuovo che potesse recuperare bambini e quindi far restare aperta la sezione. Insieme a pedagogiste ed educatrici abbiamo deciso di lanciare lo “Spazio bimbi” e 5 dei 6 posti disponibili sono stati immediatamente riempiti».

Come funziona il nuovo asilo?

«I bambini possono frequentare solo al mattino. Fanno attività con gli altri bambini che frequentano il nido con la formula classica (cinque giorni la settimana dalle 7.30/9 alle 16). Abbiamo anche attivato degli atelier laboratorio aperti alle famiglie al sabato e la domenica, ad iscrizione ma gratuiti, con il coinvolgimento della biblioteca».

Un modo per andare incontro ai genitori in difficoltà economica...

«La flessibilità si rende necessaria nel momento in cui uno dei genitori ha un lavoro part-time, o è in cassa integrazione, o ha turni di lavoro che sono cambiati nel tempo. Con questa formula, che va ad aggiungersi al nido classico, riusciamo a rispondere alla richiesta di servizi su misura per le famiglie, e contemporaneamente manteniamo un presidio pubblico e pedagogico. Le attività che fa chi frequenta lo Spazio bimbi sono fatte insieme agli iscritti del nido classico, quindi non si tratta di un babysitteraggio pubblico, ma di un servizio comunque pensato partendo da un approccio pedagogico».

Quanto costa il servizio?

«I nostri nido sono tra i più economici d’Italia con una retta da 130 euro al mese che, con tutti i pasti, arriva a un massimo di circa 200-220 euro. Lo Spazio bimbi costa ancora meno: tre giorni a settimana costano 50 euro al mese, cinque giorni a settimana costano 90 euro al mese».

E al Comune?

«Già oggi spendiamo circa 650mila euro l’anno per coprire i costi effettivi dei nostri asili, visto che le famiglie con le rette pagano nemmeno il 20-25% del reale costo. Però la scuola è la nostra priorità».

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