«Che sfiducia ora verso queste istituzioni»
La testimonianza della figlia: «Quei soldi, alla fine, li abbiamo dovuti spendere tra avvocati e notai»
REGGIO EMILIA. «Mia madre era caduta nello sconforto. Ogni tre mesi, arrivavano lettere dall’Inps. Una persecuzione e nonostante noi avessimo fatto di tutto per dimostrargli che si erano sbagliati. Alla fine, quei 15mila euro, tra tutti gli eredi dello zio li abbiamo dovuti spendere comunque tra avvocati e notai».
A raccontare la lotta durata due anni per l’errore commesso dall’Inps, è la figlia della signora Bottazzi. «E mia madre è stata fortunata perchè aveva me che sono andata in giro e per avvocati. Cosa avrebbe fatto un’anziana da sola per affrontare tutto questo?».
«Alla ricezione della prima lettera - racconta - eravamo andati allo sportello. Ci avevano detto che sarebbe bastato tornare con la documentazione della casa di riposo, che certificava che lo zio in quel periodo non poteva certo lavorare in quanto invalido e ricoverato. Pensavamo che l’equivoco si sarebbe risolto in breve. Invece, ogni tre mesi continuava ad arrivare la lettera dell’Inps che pretendeva quei soldi. Mia madre era caduta nello sconforto. Eppure, se avessero controllato si sarebbero accorti dell’errore macroscopico che hanno fatto. Tra l’altro perchè cercare mia madre che non aveva mia vissuto con mio zio».
«Ci siamo visti costretti a rivolgerci al notaio per fare la rinuncia dell’eredità dello zio. Eredità che poi non esisteva nemmeno, mio zio non ha lasciato niente: ci siamo divisi tra i parenti le spese del funerale...». Parenti, tutti, che a loro volto hanno fatto la rinuncia all’eredità, sperando che bastasse per togliersi da dosso l’Inps. «Invece, ho capito che avevamo a che fare con un mondo di gente che non voleva sentire ragioni. Questa storia ha creato in tutti noi un senso di sfiducia e insicurezza nei confronti di chi dovrebbe gestire i nostri contributi. Ma voglio dire a chi si trova in questa situazione - conclude - che se ci si mette nelle mani giuste se ne viene fuori». (el.pe)
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