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La professionista si è autodenunciata

La professionista si è autodenunciata

Ha motivato i maxi ammanchi con problemi familiari. Anche Confedilizia le chiederà i danni

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REGGIO EMILIA. E’ nell’ottobre di due anni fa che esplode pubblicamente il caso dell’amministratrice di condominio infedele: a rompere gli indugi, con una conferenza-stampa, è l’avvocato Ernesto D’Andrea che tutela la trentina di residenti del condominio di via Martiri del 1831, cioè il primo palazzo accortosi del “buco” e partito con l’inevitabile azione legale.

Ma Gabriella Ferretti si è già mossa da alcuni mesi. Nell’estate 2014 in procura – davanti ai carabinieri e assistita dall'avvocato difensore Federico De Belvis – la professionista ha infatti raccontato la sua "verità", depositando dei documenti che giustifichino in modo dettagliato le sue parole. E' stata la stessa amministratrice di condominio a voler essere interrogata – in piena fase di indagini – per chiarire spontaneamente quanto è accaduto. Una vera e propria autodenuncia. Il perché abbia rastrellato tutti quei soldi, inguaiando un numero enorme di persone, lo motiva con problemi familiari legati all’attività del marito. Per lei la situazione è comunque compromessa, sul piano professionale ha già gettato la spugna: chiuso l'ufficio di via Pasteur, non esercita più il mestiere d'amministratrice di condominio.Da allora, contro di lei, sono fioccate le denunce. Adesso ci sarà da capire quali saranno le mosse a processo della 50enne che, tramite il suo legale, potrebbe anche puntare su un rito alternativo che le garantirebbe uno sconto di pena di un terzo.

Da tempo l’avvocato D’Andrea ha annunciato di voler aggredire il patrimonio dell’ormai ex professionista: «Ho chiesto la vendita all’asta di un bene immobile – aveva fatto sapere – rappresentato da una villetta con tre garage, intestato alla Ferretti. Per rientrare dal denaro. La signora si è comportata in modo disonesto, non è concepibile approfittarsi, per fini personali, della buona fede dei condomini. C’è chi fatica ad arrivare a fine mese...». Sul piede di guerra anche l’avvocatessa Annamaria Terenziani che chiede il risarcimento-danni sia per il condominio Nuova Pariati (116 mila euro l’obiettivo, fra danni materiali e morali, di 12 famiglie che vivono in quel palazzo), sia per Confedilizia (l’associazione è presieduta dalla stessa Terenziani) che intende ottenere 10mila euro da destinare alle attività di difesa dei proprietari di casa. (t.s.)

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