La storia degli ebrei nel fondo di Carlo Segrè
NOVELLARA. Oggi pomeriggio, alle ore 17, nella sala del consiglio della rocca, verrà pubblicamente presentato il fondo Carlo Segrè, acquisito nel 2006 dal Comune di Novellara e conservato nell’archivi...
NOVELLARA. Oggi pomeriggio, alle ore 17, nella sala del consiglio della rocca, verrà pubblicamente presentato il fondo Carlo Segrè, acquisito nel 2006 dal Comune di Novellara e conservato nell’archivio storico Vincenzo Davolio e Aldo Cerlini.
Carlo Segrè (nato nel 1866 e morto nel 1939), ebreo e proprietario terriero impegnato nella gestione della vita pubblica, è riconosciuto come la prima vittima delle leggi razziali fasciste.
A Novellara, negli anni Trenta del secolo scorso risultavano all’anagrafe due famiglie di ebrei: i Segrè e i Namies.
Nel novembre del 1938 il consiglio dei ministri di Benito Mussolini, allineandosi alla politica razzista della Germania nazista, approvò le leggi «per la difesa delle razza» che prevedevano l’esclusione di punto in bianco di tutti gli ebrei dalle scuole di ogni ordine e grado, dagli impieghi pubblici e da gran parte delle professioni. Le leggi, inoltre, prevedevano il divieto di matrimonio con italiani e varie altre costrizioni.
Il cavaliere del lavoro Carlo Segrè, all’epoca 73enne, oltre che affranto per l’umiliazione subìta, era particolarmente preoccupato dalla norma per cui agli ebrei non era consentito di essere proprietari di terreni e fabbricati al di sopra di un certo valore.
Dopo aver scritto una struggente lettera di addio ai familiari, nella quale si diceva «addolorato per la perdita di dignità e nel timore che tali provvedimenti potessero coinvolgere anche i figli», che erano di religione cristiana, il 6 giugno del 1939 si tolse la vita ingerendo del veleno.
La nuova raccolta di documenti acquisiti dall’archivio storico comunale, riordinato in oltre un anno di lavoro dalla cooperativa Charta di Mantova, che ha in gestione lo sterminato e prezioso archivio storico novellarese, è una nuova – ed eccellente – fonte di notizie storiche sulla vita della piccola comunità locale di ebrei.
Presenti a Novellara fin dagli ultimi anni del Quattrocento, erano diventati uomini di fiducia nella gestione degli affari economici e finanziari dei Gonzaga. I signori non smisero di tenerli in buona considerazione neppure dopo che, con una bolla del 1555, il papa Paolo IV istituì i ghetti, con il permesso per gli ebrei di esercitare solo il commercio degli stracci e del grano e il prestito ad interesse. E consentirono loro di continuare ad avere liberamente casa e bottega non in un ghetto ma nell’attuale via Vittoria di Capua, e difendendoli dalle angherie delle gerarchie ecclesiastiche e dei non-ebrei.
Il suicidio di Carlo Segrè ha posto tragicamente la parola fine a oltre quattro secoli e mezzo di storia.
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