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Ventasso, è duello Manari-Bargiacchi

di Luca Tondelli
Ventasso, è duello Manari-Bargiacchi

VENTASSO. Alla fine sarà un duello, e politicamente sarà anche all’ultimo sangue. Non potrà che essere così, per quella che è stata la genesi delle due liste elettorali che si contenderanno la...

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VENTASSO. Alla fine sarà un duello, e politicamente sarà anche all’ultimo sangue. Non potrà che essere così, per quella che è stata la genesi delle due liste elettorali che si contenderanno la vittoria nel nuovo Comune di Ventasso: quella sostenuta dal Partito Democratico e dal Centrosinistra, guidata da Antonio Manari, e quella civica guidata da Paolo Bargiacchi. Ricordiamo che dopo un iniziale accordo tra i due per evitare le primarie interne al centrosinistra, accordo che avrebbe dovuto evitare spaccature in seno al neonato ente che ha unito le precedenti municipalità di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, proprio Bargiacchi, sostenuto anche da una parte di popolazione che richiedeva che invece le primarie venissero celebrate, ha scelto di candidarsi alla guida della sua lista civica.

Il risultato è stato proprio quella spaccatura, anche profonda, che si voleva evitare. Una cosa è innegabile: i candidati sono forti entrambi. Manari, medico cardiologo, da anni professionista molto stimato che opera a Reggio, ma sempre rimasto legato al suo paese, Busana, e al territorio dell’Appennino. E’ però alla sua prima esperienza in campo politico. Bargiacchi invece ha una rete di conoscenze e una mole di competenze che pochi possono vantare, frutto di una carriera politica di lungo corso, spesa tutta in montagna. Sindaco a Villa Minozzo, a Baiso, a Collagna, e presidente della Comunità montana, sempre amministratore da più di 30 anni, ancora molto apprezzato dalla gente.

Un duello da western di Sergio Leone dunque, di cui ad oggi è difficilissimo prevedere l’esito: se fino a non troppi anni fa infatti le indicazioni del partito erano un elemento il cui peso era fortissimo nelle elezioni politiche dell’Appennino, dove il centrosinistra partiva sempre con la vittoria in tasca, ultimamente la situazione appare cambiata.

Un elemento di ulteriore incertezza poteva essere una terza lista, che peraltro Pierpaolo Gibertoni ha provato a costruire fino a pochi giorni fa, salvo poi dover alzare bandiera bianca anche per la complessità che tale operazione riveste per questo nuovo comune: oltre ai 12 (o al minimo 8) consiglieri che vanno presentati nella lista per il Comune, se ne devono individuare 5 per ognuna delle precedenti municipalità, quindi 20 in tutto, figure che serviranno da “ponte” tra il nuovo ente e la popolazione dei precedenti Comuni.

In pratica ogni lista ha dovuto individuare una trentina di candidati disponibili. (l.t.)

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