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Cantine Riunite, numeri record e lavoratori in sciopero

Cantine Riunite, numeri record e lavoratori in sciopero

Campegine: mentre tutti gli indicatori economici consacrano il primo gruppo vitivinicolo italiano i sindacati di categoria hanno proclamato altre 4 ore di astensione dal lavoro nella giornata di mercoledì 11 maggio: chiedono il rinnovo del contratto aziendale

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CAMPEGINE. Nel giorno in cui il Corriere della Sera in un inserto dedicato all'Industria del vino consacra il Gruppo come il più importante produttore di vino italiano, i sindacati proclamano altre 4 ore di sciopero alle Cantine Riunite & Civ nell'ambito della vertenza per il rinnovo dell'integrativo aziendale.

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"Dopo la proclamazione delle prime due ore di sciopero di venerdì 29 aprile scorso - dice una nota delle organizzazioni dei lavoratori - che ha registrato un’alta adesione dei dipendenti dei due stabilimenti di Cantine Riunite & Civ, di Campegine (Reggio Emilia) e San Prospero (Modena)" i sindacati hanno indetto un nuovo sciopero per mercoledì 11 maggio.

Un paradosso, quello dei conti record e, insieme, di una vertenza che rischia di comprometterli, che i sindacati spiegano rievocando proprio in che modo il gruppo è arrivato, in questi anni, a questi risultati.

"Ricordiamo - scrivono i sindacati - che, il contratto aziendale oggetto della vertenza, è scaduto il 31 luglio 2014, rinnovato con un accordo “ponte” di un anno per far fronte alla riorganizzazione della cooperativa dopo l’acquisizione dell’azienda Cavichioli di San Prospero".

In particolare, le organizzazioni dei lavoratori, ricordano i sacrifici che questi hanno fatto in questi anni: "I contratti aziendali precedenti rinnovati hanno risentito della pesante fase di riorganizzazione, dopo la fusione con Civ di Modena a cui sono seguiti accordi di cassa integrazione, mobilità volontarie e trasferimenti dei lavoratori dello stabilimento modenese a Campegine e a San Prospero".

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Secondo i sindacati di categoria "anche per merito di questi accordi e con il sacrificio dei lavoratori, la cooperativa è diventata il primo gruppo nazionale e tra i primi a livello europeo".

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Ma non solo: secondo Cgil e Cisl non c'è un solo numero nei bilanci del gruppo che giustifichi la chiusura di fronte alle richieste dei lavoratori: "Continuiamo a non comprendere - dice una nota - la posizione della cooperativa che continua a rimanere ferma sulle proprie posizioni nonostante gli ottimi e positivi risultati dichiarati nell’ultima Assemblea di Bilancio e ampiamente divulgati dai mass media". 

Risultati economici che hanno prodotto nell’esercizio 2014/2013 5,5 milioni di utili e 1,4 milioni di utili nel 2013/2012. Anche la remunerazione delle uve, conseguita dai soci, con 46,75 euro al quintale è un importante risultato, superiore a quanto viene remunerato in altre cooperative vitivinicole.

Poi l'affondo, al sistema cooperativo, sempre più chiuso alle rivendicazioni sindacali: "Siamo rammaricati - dice ancora la nota - nel constatare che anche in questa cooperativa, come in tante altre cooperative e come accade nelle imprese private, la redistribuzione della ricchezza prodotta va solo in un verso. Un verso che mette pesantemente in discussione oltre venti anni di positive relazioni sindacali, spesso prese come riferimento a tutti i livelli territoriali e anche nazionali".

Lo sciopero è stato proclamato per le ultime quattro ore di lavoro per ogni turno e, davanti agli ingressi dei due stabilimenti di Campegine e San Prospero, si terranno dei presidi con lavoratori e rappresentanti sindacali.

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