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Dalla via Romana alla via Emilia

Dalla via Romana alla via Emilia

Reggio Emilia, performance degli studenti di Moglia a Fotografia Europea

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REGGIO EMILIA Una rappresentanza di ragazzi della scuola media di Moglia (Mantova) ha portato una originale performance artistica basata sulla fotografia al Festival della Fotografia europea in corso a Reggio Emilia. Titolo del lavoro: "Via Romana Split. Dalla via Romana alla via Emilia". Il titolo del lavoro prende spunto da un brano dell’ultimo Cd di Ezio Bosso "The 12th Room": Split, Postcard from far away.

Split è l’ottava stanza e così Bosso parla di questo brano: "Split è quel cartello stradale con le due frecce che si dividono. I più, guardandolo, parlano della fine dell’amore, del separarsi. Alcuni dell’allontanarsi dalle proprie radici, della sensazione di non appartenenza a un luogo, altri invece delle culture che non riescono a incontrarsi pur provenendo dalla stessa fonte: essere umani".

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Per i ragazzi di Moglia la via Romana che attraversa il paese e va ad intersecarsi con la via Emilia non è divaricazione ma è amore per la loro terra, è appartenenza ad un luogo, anche se stravolto dagli eventi, è sentire le proprie radici e condividerle con tutti i suoi abitanti, anche di culture diverse.

La ricerca sui "vuoti" ha fatto scoprire i ragazzi "pieni" di umanità, i crocevia dei pensieri, la bellezza del creare assieme. Un lungo cammino di lettura e di ricerca applicata al teatro con l’ausilio della fotografia. Poi la fotografia come mezzo per fissare pensieri proiettando l'idea di futuro lungo le vie di sempre: le strade. Le strade che uniscono popoli, idee, sogni.

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Protagonisti sono stati i ragazzi della terza A e B dell'Istituto comprensivo San Benedetto Po-Moglia. La performance allestita in modo dinamico in vari luoghi del centro storico di Reggio Emilia, si è svolta con un allestimento di una mostra estemporanea, smontabile e rimontabile velocemente, come i cartelli di un cantastorie, con le quattro serie di fotografie che esponevano il concetto del lavoro. Quindi altri studenti hanno steso fra la gente il simbolico nastro rosso e bianco che nei giorni del terremoto ha diviso le zone accessibili e quelle no, quelle proibite da quelle utilizzabili; il tutto con il sottofondo musicale del brano di Bosso.

Il pubblico molto incuriosito dall'evento ha scattato foto e chiesto informazioni agli studenti e al professor Giorgio Carruba sui contenuti del lavoro. Anche questo è fare scuola ai giorni nostri. Al lavoro ha contribuito anche il fotografo Gianni Bellesia, che proprio all'interno della scuola di Moglia aveva realizzato nei mesi scorsi un corso di fotografia dal quale è nato poi la metodica fotografica per concretizzare su immagini il concetto dell'intero lavoro.
I ragazzi hanno voluto ringraziare: Il fotografo Gianni Bellesia per il supporto fotografico, l’amministrazione Comunale di Moglia per il supporto alla logistica, la ditta Chimar per l’allestimento dell’espositore e  l’architetto Gianguido Carrubba per il progetto dell’espositore.
 

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