È morto don Ferdinando Dedicò la vita agli ultimi
Castellarano: Servo della Chiesa dal 1946, diventò sacerdote a 43 anni Oggi alle 10.30 i funerali al santuario della Madonna dell’Olmo di Montecchio
CASTELLARANO. Aveva mantenuto intatto lo stupore tipico dei bambini, ma parlava alla gente con l’arguzia di un saggio. È morto venerdì all’ospedale di Montecchio, all’età di 86 anni, don Ferdinando Bertoli, Servo della Chiesa.
Ferdinando Bertoli (da tutti chiamato don Nando) nacque a Cadiroggio di Castellarano il 24 maggio 1930 da famiglia di origine contadina, numerosa e religiosa. Dopo le elementari va a Parma dai Benedettini, ove soggiorna tre anni (1942-1944). Passa poi un anno al seminario di Marola, ove matura l’idea di servire il Signore come laico consacrato. Ed è così che, il 1 ottobre 1946, viene accolto nell’Istituto secolare dei Servi della Chiesa dallo stesso fondatore, don Dino Torreggiani, grande amico dello zio paterno, don Pasquino.
Tale servizio dura circa 25 anni: Bertoli è per tre anni sagrestano del duomo di Reggio Emilia, per 8 della basilica di San Lorenzo in Damaso a Roma, e per 13 del duomo di Napoli. Servizievole, gioviale, brillante, buono, si fa apprezzare da numerose personalità altolocate del mondo ecclesiastico, soprattutto a Roma e a Napoli, ma conserva inalterato il suo gusto per la vita semplice.
Dopo il Concilio, la diocesi di Napoli è tra le prime ad intraprendere la formazione specifica per i candidati al diaconato permanente. Nando vi partecipa pensando di diventare diacono, celibe, consacrato con i voti. Invece, quasi improvvisamente, si apre per lui una strada nuova, breve, che lo porta al sacerdozio: il 6 dicembre 1973, all’età di 43 anni, Nando è ordinato sacerdote.
Trascorre due-tre anni come viceparroco in piccole comunità della diocesi, a Piombino prima e all’isola d’Elba poi, al termine dei quali don Nando viene affiancato come vice cappellano a don Umberto Lumetti (anch’egli Servo della Chiesa) al penitenziario di Pianosa. Vi rimane per oltre 20 anni, dal 1976 al 1998, cioè fino alla chiusura dello stesso penitenziario. E lì conobbe un concentrato di umanità, di malvagità e di grazia: storie terribili di vite malavitose, storie incredibili di recupero, di cambiamento, di salvezza. A Pianosa, nel 1986, con la sua comunità ha la gioia di ricevere la visita di Madre Teresa di Calcutta. Trascorre poi tre anni a Valpiana come parroco. Ma l’assenza del cappellano dell’ospedale psichiatrico giudiziario a Montelupo Fiorentino spinge don Daniele Simonazzi a fare pressione sull’Istituto, sul vescovo di Massa e sullo stesso don Nando, perché sia liberato per una ulteriore “reclusione”, durata poi altri 13 anni, appunto al carcere di Montelupo.
All’inizio don Nando vi si reca quotidianamente in macchina da Scandicci (Firenze), poi dalla più vicina Empoli, dove nel frattempo è accolto dai Padri Scolopi. I suoi ultimi tre anni di vita, don Nando, provato nel fisico da vari problemi di salute, li trascorre serenamente nella Casa del Clero di Montecchio, dove condivide amicizia e fraternità sacerdotale con monsignor Gibertini, monsignor Fabiano Tortella e con altri confratelli, tra cui due Servi della Chiesa, don Antonio Lusuardi e don Orazio Salsi.
Don Nando ha sempre vissuto all’insegna del servizio generoso e gioioso, della povertà come condivisione quotidiana con chi è privato della libertà (bene fondamentale inestimabile), all’insegna della preghiera e del sacrificio per i più lontani e, certamente, anche della missione in luoghi – come Pianosa – nei quali chi ha vissuto non di rado si è sentito fuori dal mondo o, come ripete don Nando nel suo testamento, da «fratelli ristretti».
Il funerale di don Ferdinando Bertoli sarà celebrato oggi alle 10.30 al santuario della Madonna dell’Olmo. La messa sarà presieduta dal vescovo di Massa Marittima-Piombino, monsignor Carlo Ciattini. La salma sarà tumulata nel cimitero di San Valentino.
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