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Il Liga Rock fest a Monza parte tra le polemiche

di Massimo Sesena
Il Liga Rock fest a Monza parte tra le polemiche

Ambientalisti sul piede di guerra per la tutela del Parco della Gerascia Il sindaco assicura: «L’evento si farà». E dopo due giorni l’evento è già sold out

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REGGIO EMILIA. «La musica merita bellezza» ha detto Ligabue per spiegare la scelta del Parco di Monza per il suo prossimo concerto-evento, una sorta di bis di Campovolo 2015, ma senza il Campovolo che il rocker correggese presentando in Brianza il Liga Rock Fest ha liquidato un po’ così: «Campovolo è casa mia, ma è un campo di patate. Qui invece... basta guardarsi attorno, tutta questa bellezza».

Ecco, appunto. La bellezza. Sicuri che possa combinarsi con la sarabanda che solo Liga e pochi altri smuovono quando si muovono? A Monza c’è chi ne è convinto, come il primo cittadino del capoluogo brianzolo, Roberto Scanagatti, pronto ad accogliere il Liga Rock Fest e anche tutto il resto per un settembre che lui stesso già preconizza come «entusiasmante: con il Gp, gli Open di Golf e, appunto, il concerto di Ligabue».

Invero, l’entusiasmo per questo evento, nei dintorni del Parco non è condiviso da tutti. E subito dopo l’annuncio di questo nuovo evento targato Liga, sono insorti coloro che da anni si battono per la tutela del parco. Che, per la verità non è la prima volta che viene scelto come location per eventi di questo tenore e portata.

Anzi, è proprio per questo che ha fatto subito sentire la propria voce il Comitato nato in difesa del parco. «Proprio perché il Parco non è un campo di patate - sottolinea al Corriere Bianca Montrasio, portavoce del comitato - lo ha messo nero su bianco l’agronomo Angelo Vavassori a cui lo scorso anno, dopo gli Mtv Digital Days nei giardini reali, abbiamo richiesto una perizia sullo stato dei prati. Sono prati storici che non possono sopportare 100mila persone in una sera e tutti i residui che un evento di questa portata comporta».

Il comitato è determinato a fermare il concerto: "troppi i danni lasciati dal concerto dei Pink Floyd nel 1989 e i problemi di sicurezza che invece erano sorti soltanto l’anno scorso per il concerto di Manu Chao». Il comitato chiederà - lo ha annunciato - l’intervento della Sovrintendenza, affinchè imponga al primo cittadino di bloccare l’evento.

Da parte sua Scanagatti non sembra dar peso a questi allarmi. O meglio ha in mente un concerto “ecofriendly” sul modello di mobilità che viene utilizzato in occasione dei Gp: parcheggi esterni collegati solo da navette e mezzi pubblici.

La battaglia è appena cominciata, ma c’è qualcuno che di tutte queste polemiche non sembra curarsi affatto: è l’uomo al botteghino che da quando - soltanto tre giorni fa - è stato annunciato l’evento, ha già venduto quasi tutti i biglietti.

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