In 10 anni aumentati i bimbi non vaccinati
Sì all’obbligo per chi va all’asilo. Nicolini, direttore dell’Ausl di Reggio: «Ma deve essere esteso anche ai nidi privati»
REGGIO EMILIA. «Nessuno ha abolito l’obbligo vaccinale ma negli ultimi 10 anni anche a Reggio Emilia sono aumentati i casi di bimbi non coperti. L’intenzione di introdurre con legge regionale l’obbligo delle vaccinazioni per chi va all’asilo nido è giusto ma con effetto limitato se non comprenderà anche i nidi privati». Il dottor Fausto Nicolini è un esperto in pediatria, attuale direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, da dove controlla l’evolversi delle malattie infettive e dell’andamento dei contagi sulla popolazione locale, sempre più esposta dato il calo - seppur non tragico - delle persone vaccinate. A lui abbiamo chiesto un commento sulla legge allo studio in Regione Emilia-Romagna, che vorrebbe introdurre l’obbligo dei vaccini per i bambini che devono frequentare gli asili nido delle nove province. «Da anni e ciclicamente si parla della vaccinazione obbligatoria per i bambini e i giovani che vanno a scuola - dice Nicolini - Concentrarsi sugli asili nido ha però una forte valenza. Già in passato si era chiesto di introdurre l’obbligatorietà per i ragazzi ammessi a scuola. Poi fu proposta l’obbligatorietà del vaccino per l’epatite B a chi voleva essere ammesso agli esami di terza media. Ma in questi casi i presidi degli istituti si misero di traverso ravvisando che il diritto allo studio era maggiore rispetto all’esigenza sanitaria. Per gli asili nido il diritto allo studio non si pone ma bisogna capire se l’obbligatorietà varrà solo per i nidi pubblici o potrà essere fatta valere anche per quelli privati». Materia ostica, quest’ultima, perché le polemiche incrociate sui vaccini hanno diviso il mondo dei genitori in pro e contro, senza quasi più sfumature e con un forte grado di radicalizzazione del pensiero.
«Io non conosco l’ipotesi di lavoro della legge regionale e bisognerebbe leggere il testo - commenta Nicolini - ma l’attenzione è giustificata. Quando c'erano ancora le Usl, l'ufficiale di igiene pubblica per ammettere i bambini all’asilo chiedeva una coprocoltura negativa. Oggi a Reggio sono diminuiti i vaccinati ma siamo relativamente stabili. Non tutte le inadempienze sono per obiezione da parte dei genitori ma ci stiamo avvicinando alla fatidica soglia del 95% di copertura. Scendere ancora non va bene. Ci sono anche inadempienze transitorie, vale a dire genitori che non fanno vaccinare bimbi subito ma solo in età più avanzata, pensando che da piccoli siano più vulnerabili al vaccino mentre invece lo sono proprio alle malattie. Poi ci sono i casi come la meningite in Toscana. Lì adesso la gente è corsa a vaccinarsi perché quando vedi con i tuoi occhi l’effetto della malattia hai paura. Il morbillo da noi è stato governato per anni e putroppo ora risentiamo delle minori vaccinazioni».
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