«Tutelare i giovani con la partita Iva»
Oggi al circolo Gardenia, in un incontro organizzato dal Pd si parlerà delle novità dello Statuto del lavoro autonomo
REGGIO EMILIA. E’ una delle categorie più cresciute negli ultimi anni, anche nella nostra provincia: parliamo dei i lavoratori con la partita Iva. Nel reggiano nel 2015 erano poco più di 15mila. Molti sono professionisti, ma sempre di più non sono iscritti ad alcun ordine professionale. Sono lavoratori qualificati, che svolgono ruoli di consulenza per molte aziende, tra loro esperti di informatica, fotografi, wedding planner, esperti di comunicazione e marketing online e altro ancora. Dietro al boom dei cosiddetti free lance si nascondono anche risvolti tutt’altro che positivi, cioè la crescente precarietà di molti giovani che non hanno altra scelta che mettersi in proprio per poter mettere a frutto le loro capacità. Nella sola Emilia Romagna sono circa 30 mila le partite Iva non iscritte ad alcun ordine professionale, alcune migliaia a Reggio.
Oggi al Circolo Arci Gardenia alle 21 si svolgerà un incontro dedicato al tema del nuovo statuto del lavoro autonomo, che riguarda liberi professionisti e partite Ive (qualcuno lo ha chiamato il Jobs act del lavoro autonomo). Lo statuto è in discussione al Senato e se ne è occupato in prima persona in commissione Lavoro anche la deputata Pd Antonella Incerti, che sarà relatrice all’incontro insieme a Chiara Gribaudo, vicepresidente del Gruppo Pd, e Davide Beddini, della segreteria provincia dei Giovani Democratici.
Le novità in cantiere sono molte e sono finalizzate a dare qualche garanzia in più alle partite Iva, che spesso sono soggette a forme di vero e proprio sfruttamento, come sanno bene i creativi che al momento di discutere del loro compenso si sentono ripetere il mantra «questo progetto non ha budget».
«Lo statuto dei lavoratori autonomi - spiega Antonella Incerti - ha lo scopo di rafforzare le tutele per i professionisti e le partite Iva, soprattutto quelli più deboli. Tra le novità previste c’è la deducibilità al 100% delle spese di formazione fino a un massimo di 10 mila euro e la garanzia che in caso di infortunio o malattia il rapporto di lavoro con il committente resta in essere per 150 giorni. L’indennità di maternità potrà essere percepita anche per chi resta al lavoro, non ci sarà quindi più l’astensione obbligatoria, e alla nascita del bambino si potrà usufruire di un congedo parentale di sei mesi».
Nell’accesso ai piani operativi regionali e nazionali finanziati da fondi strutturali europei le partite Iva avranno le stesse possibilità delle piccole e medie imprese. Sono inoltre previste altre tutele relative al rispetto dei contratti. «Il lavoro cambia faccia - conclude la deputata Incerti - e sono necessarie nuove forme di welfare per chi è privo di qualsiasi tutela».
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