È morto Ciupìn, colonna storica di Fellegara
Scandiano: Giacomo Geminiano Bondavalli aveva 82 anni, oggi i funerali nella chiesa parrocchiale
SCANDIANO. Addio a Ciupìn, colonna di Fellegara. Domenica scorsa all’ospedale Magati di Scandiano è scomparso l’82enne fellegarese Giacomo Geminiano Bondavalli, da sempre conosciuto come Ciupìn.
Un soprannome che si era ritrovato sin da ragazzino e che l’ha accompagnato per tutta la vita, nei decenni trascorsi lavorando come trasportatore, passando poi – a volte deformato a volte praticamente identico – anche a diversi parenti della propria numerosa famiglia. Da tempo l’anziano aveva problemi di salute ed è rimasto per mesi nel reparto di lungodegenza dell’ospedale scandianese, sino al peggioramento fatale delle sue condizioni. Il funerale si terrà questa mattina, il corteo funebre partirà alle 9.30 dalla camera ardente del Magati e raggiungerà la chiesa parrocchiale di Fellegara. Al termine della cerimonia religiosa si proseguirà poi sino al cimitero del paese per la sepoltura.
Bondavalli lascia un nucleo familiare molto ampio, composto dalla moglie Clara, i figli Carlo, Roberto e Nadia, le nuore Cosetta e Jacqueline, il genero Paolo, i nipoti Jordan, Kevin, Katrin, David e Yasmine e i tanti parenti. Ciùpin, che ha sempre fatto il camionista, ha costruito la sua famiglia a Fellegara assieme a Clara, che a lungo ha lavorato in una ceramica della zona. Dopo essere andato in pensione aveva ulteriormente rafforzato il legame con il paese in cui aveva trascorso tutta la sua esistenza, partecipando a tante iniziative e rendendosi sempre utile per manifestazioni e attività.
Era una delle presenze fisse del centro sportivo, uno dei principali luoghi di ritrovo fellegaresi, frequentato non solo dai giocatori ma da molti abitanti, e sede di buona parte delle manifestazioni che vengono organizzate nella frazione a nord del corso del Tresinaro. Per tutti è sempre stato Ciùpin prima ancora che Giacomo, e anche chi si è trasferito negli anni a Fellegara ha ereditato l’abitudine di chiamarlo così, e d’altronde nel paese – per indicare la famiglia Bondavalli – non si usa il cognome ma il soprannome del capostipite, quello che davvero ha caratterizzato tre generazioni. Un’usanza antica che oggi si sta perdendo ma che resiste fieramente in comunità ristrette e piuttosto radicate attorno a luoghi e famiglie storiche, come può essere Fellegara. E ieri, per spiegare che era scomparso Giacomo Bondavalli, era sufficiente spiegare che se ne era andato Ciùpin. A Fellegara tutti hanno capito. (adr.ar)
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