Il commosso addio a don Nando
Montecchio: ieri il funerale del sacerdote che ha dedicato la vita ai carcerati
MONTECCHIO. Ha dedicato la sua vita agli ultimi nelle carceri d’Italia e, ieri mattina, è stato salutato con la stessa umanità di cui aveva sempre dato prova.
È stato un saluto commosso quello che la comunità dei Servi della Chiesa ha dato al suo fratello, don Ferdinando Bertoli (da tutti conosciuto come don Nando).
Nato a Cadiroggio di Castellarano il 24 maggio del 1930, è diventato sacerdote a 43 anni. Nonostante non abbia preso prima i voti, tuttavia, don Ferdinando non ha fatto altro che servire gli altri: prima come sagrestano nel duomo di Reggio Emilia, di San Lorenzo in Damaso a Roma e infine nel duomo di Napoli, poi come viceparroco. Ma è nel 1973 che segue la sua vera vocazione diventando cappellano nei penitenziari, primo tra tutti quello di Pianosa. In quei luoghi conobbe un concentrato di umanità, malvagità e grazia: storie terribili di vite malavitose, storie incredibili di recupero, cambiamento e salvezza. Luoghi in cui era facile sentirsi al di fuori dal mondo, in cui siviveva, come ripeteva lui, «da fratelli ristretti».
La cerimonia funebre è stata celebrata da monsignor Ciattini, vescovo di Massa Marittima-Piombino, dove don Nando era rimasto per 13 anni.
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