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Per due giorni i Chiostri ostaggio delle bancarelle

Per due giorni i Chiostri ostaggio delle bancarelle

Il mercatino collocato davanti all’ex convento di via Emilia San Pietro fulcro centrale di Fotografia Europea. Maramotti: «Nessun danno all’immagine»

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REGGIO EMILIA. «Uno splendido biglietto da visita per la nostra città». Così, giustamente entusiasti, i nostri amministratori hanno commentato a caldo i primi due giorni dell'edizione 2016 di Fotografia Europea. Un brend vero, che ogni anno porta a Reggio appassionati da tutta Italia e persino dall'estero. Peccato che proprio lo "splendido biglietto da visita" in questi due giorni abbia mostrato anche una "macchia" che si sarebbe potuta evitare.

Immaginate di essere un forestiero che, ad ogni inizio di maggio, da undici anni a questa parte non si perde un'inaugurazione della kermesse organizzata al Comune. Immaginate di aver preso parte all'inaugurazione, arrivando in via Emilia San Pietro nel pomeriggio di sabato: la vostra guida alle mostre sotto braccio (o nella gettonatissima bag che fa parte del piccolo merchandising messo in piedi dal Comune), la vostra Nikon al collo. Per un attimo dovete aver pensato che il tom-tom vi avesse piantato in asso. All'ingresso della via Emilia - tratto di San Pietro - non c'era proprio nulla che lasciasse immaginare che foste nel posto giusto. Una serra a cielo aperto vi accoglieva con piante da vaso e da giardino. Questo a sinistra, mentre a destra baracchini da street food. E poi bancarelle, oggettistica, materiale per la casa. Di che tipo? Il solito, nè più ne meno, nulla di diverso rispetto a quello che vedete nei giorni di mercato in centro.

Quelle stesse - almeno per genere merceologico - che avevano colpito l'immaginario del giornalista del Financial Times che parlando di Reggio e delle sue bancarelle "tutto a un euro" l'aveva fatta assurgere a simbolo di una Italia in declino. «Tu cammini per Reggio - scrisse Kuper - e pensi: questo è il paradiso. In una mattina d’autunno baciata dal sole i reggiani vestono eleganti e sciamano verso piazze antiche. Ma è una illusione di paradiso: quella mattina i reggiani brulicano nel grande mercato dove trovi merce a 0,50 euro e puoi comprare un paio di scarpe a 6 euro». Nonostante il clima siamo ormai a primavera, ma l’effetto è più o meno lo stesso: quello di un disco che gratta. Se vi siete trovati lì, tra sabato e domenica scorsi, avreste subito notato che quelle bancarelle nulla avevano a che vedere con la kermesse di Fotografia Europea. Eppure erano lì con le loro scarpe low cost e le loro scope di ultima generazione. E, terminate le vendite a mezzanotte e sbaraccato tutto, hanno lasciato per terra centinaia di carte, cartoni, contenitori vuoti, rifiuti di ogni genere. Puliti dagli addetti di Iren in poco tempo, è vero, ma rimasti quel tanto che è bastato per rovinare l’immagine di una delle strade più centrali di Reggio. Si trattava della tradizionale “Festa di primavera”, manifestazione organizzata dall'associazione Negozi di Porta Via Emilia San Pietro. E molti si chiedono se non sarebbe stato il caso di posticiparla, anche solo di una settimana. A difendere l’iniziativa però è Natalia Maramotti, l’assessore a Sicurezza, Cultura della legalità e città storica di Reggio Emilia: «Si trattava di un evento in programma già dalla fine dell’anno scorso, spostarlo avrebbe voluto dire cancellarlo o debilitarlo notevolmente. Queste sono iniziative che vanno concordate molto tempo prima, farlo dopo avrebbe comportato il rischio di avere molte meno bancarelle». Non solo, ma la visione dell’assessore è opposta rispetto a quella dei detrattori. «Ci sono due modi di vedere la cosa- spiega la Maramotti - io scelgo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Non credo che le lagnanze siano ricevibili, anzi la sovrapposizione di questi due eventi ha dimostrato come si possa conciliare una kermesse ad alto profilo culturale con una festa invece di carattere economico». Il danno di immagine, insomma, non ci sarebbe stato: «Ad esempio sabato ho ospitato a Reggio un mio amico che veniva della Regione Emilia-Romagna, che ha valutato molto positivamente la compresenza di questi due eventi».

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