Conferma dalla Regione «Poiatica resterà chiusa»
Carpineti: incontro della commissione per la discarica con l’assessore Gazzolo Resta aperta la questione del materiale per coprirla: «Non ci fidiamo di Iren»
CARPINETI. Continuano le grandi manovre sul futuro della discarica di Poiatica, fra incontri con la Regione e studi per completarne la chiusura. Lunedì sera il municipio di Carpineti ha ospitato una seduta della commissione comunale sulla discarica, con ospite speciale l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo. Un momento di confronto a cui sono stati invitati anche gli altri sindaci direttamente coinvolti dalla discarica, Vincenzo Volpi di Toano e Fabrizio Corti di Carpineti, e il presidente dell’Unione dei Comuni Enrico Bini.
La Gazzolo, invitata dal sindaco Tiziano Borghi durante una visita a Poiatica ad aprile, ha parlato dello studio commissionato all’università di Bologna per valutare la chiusura definitiva e il ristoro ambientale del complesso sul Secchia utilizzato per vent’anni come sito di conferimento rifiuti. Dalle sue parole non sembrano però esservi dubbi, Poiatica non accoglierà più rifiuti.
«Siamo contenti dell’esito dell’incontro e delle risposte in questo senso, è un buon risultato» – commenta Borghi.
Un’altra questione che rimane aperta è invece quella dei prodotti da usare per lo riempimento, visto che da mesi si parla dell’utilizzo dei detriti di scavo della galleria Bocco-Canala come possibile soluzione. L’argomento è particolarmente a cuore al comitato “Fermare la discarica”, che ha due componenti nella commissione. Alla domanda specifica la Gazzolo ha rimandato alla conclusione dello studio e, spiegano dal comitato, ha affermato che «il materiale necessario, se necessario, da mettere nell’invaso su indicazione dello studio lo deciderà Regione, Atersir (agenzia servizi idrici e rifiuti), Comuni. Comunque non Iren». Perché, si ribadisce, di Iren il comitato non si fida: «Dati i progetti e le mire di Iren, ieri non abbiamo esitato a manifestare le nostre preoccupazioni sull’utilizzo di speciali e sottoprodotti come escamotage ad una “discarica 2” travestita da “riqualificazione”».
La paura, in pratica, è che per completare la chiusura si usino prodotti da smaltire e non solo terriccio e ghiaia della zona. Tanto più che a inizio anno usci anche l’ipotesi di Poatica come sito regionale per i cosiddetti rifiuti speciali. L’amministrazione comunale vedrebbe bene la soluzione degli scarti della galleria, mentre il comitato è per il no secco: «A distanza di due anni dalla prima stesura del piano regionale, possiamo gioire della chiusura di Poiatica ai rifiuti urbani. Ma per cantare la vittoria della montagna aspettiamo di sapere nero su bianco se questo varrà anche per gli speciali e i sottoprodotti. Probabilmente non prima dell'estate». (adr.ar.)
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